Crollo tassi sui titoli di stato: è la conferma della minaccia deflazione

14 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Dal Giappone agli Stati Uniti, fino ad arrivare in Europa, i costi di rifinanziamento che i governi dei paesi avanzati devono sostenere a fronte dei loro debiti stanno crollando. Stando a quanto riporta un articolo del Financial Times, anche in questo caso si tratta della conseguenza di una “inflazione eccezionalmente bassa”, che sconta il tonfo dei prezzi del petrolio.

I rendimenti dei titoli di stato – che come nel resto del comparto obbligazionario si muovono inversamente ai prezzi – scendono però anche per lo scetticismo sulla capacità delle banche centrali di riuscire a risollevare l’inflazione, considerato l’impatto del greggio.

Intanto, i rendimenti sui bond UK a cinque anni sono scesi sotto l’1%, al minimo in più di un anno, dopo che i dati ufficiali hanno messo in evidenza che, su base annua, l’inflazione del Regno Unito su base annua è stata di appena lo 0,5% a dicembre, al minimo in 15 anni. E’ da circa l’inizio dell’anno, invece, che i rendimenti tedeschi a cinque anni oscillano attorno allo zero. I tassi Usa a 30 anni hanno testato inoltre i minimi storici.

“I mercati obbligazionari stanno scontando la prospettiva di un’incapacità delle banche centrali di invertire il trend deflazionistico scatenato dalla flessione dei prezzi del petrolio”, ha detto Trevor Greetham, manager dell’allocazione di asset presso Fidelity Worldwide Investment. E per Joachim Fels, responsabile economista presso Morgan Stanley, il punto è che le banche centrali “hanno già perso molta credibilità”.

In flessione anche i rendimenti sui bond governativi giapponesi a cinque anni, che per la prima volta hanno toccato zero. (Lna)

Fonte

Financial Times