Crisi Ucraina, spread sale sopra soglia 170 punti

14 Febbraio 2022, di Mariangela Tessa

Dopo un’apertura in frazionale calo, lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato europei, balza a quota 170 punti base, e torna ai livelli di giugno 2020, in un clima dominato dai timori per la possibile escalation di un conflitto in Ucraina che sta trascinando al ribasso i principali listini azionari. E dopo una settimana che ha confermato la tendenza all’allargamento emersa dopo l’ultima riunione della Bce.

Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco tocca quota 170 punti base dai 165 registrati all’avvio e i 166 punti del closing di venerdì. Un livello che rappresenta la soglia massima fissata da alcuni analisti.Il rendimento del BTp decennale banchmark scende all’1,90% dall’1,95% dell’apertura e dall’1,96% dell’ultimo riferimento della vigilia.

Ci si chiede a questo punto fin dove rischia di arrivare il differenziale tra Btp decennale e analogo tedesco.

“La reazione del mercato ci dà un’idea di come sarà il 2022 con una BCE aggressiva, che potrebbe dapprima terminare il QE (intorno a luglio, come indica recentemente la ricerca di BofA) e successivamente aumentare i tassi a settembre. Inoltre una BCE aggressiva toglie sostegno ai paesi che ne hanno più bisogno per la loro ripresa, provocando un rapido inasprimento delle condizioni finanziarie nell’Europa meridionale rispetto al nord. Circostanza che la banca centrale vuole assolutamente evitare per non riaccendere una crisi politica nell’area dell’euro” ha scritto in un’analisi di qualche giorno fa Althea Spinozzi, Senior Fixed Income Strategist per BG SAXO, anticipando come disegnato dallo spread BTP/Bund i 200 pb. “Dalla fine della crisi sovrana europea nel 2013, infatti, lo spread tra i due Paesi è aumentato e si è mantenuto al di sopra di questo livello solo due volte: durante le elezioni italiane del 2018 e la pandemia di Covid del 2020.
Uno spread BTP/Bund superiore a 200 pb è stato associato in passato a livelli di sofferenza. È probabile che accada lo stesso questa volta, anche se stavolta la BCE non darà priorità a questo spread fino alla fine delle elezioni francesi di aprile”.

Borse in profondo rosso, crolla Mosca

In una seduta da dimenticare per le Borse europee anche il mercato azionario russo non fa eccezione mentre si intensificano le tensioni sull’Ucraina, con l’Occidente che accusa la Russia di voler invadere il Paese confinante, cosa che Mosca nega. L’indice Rtsi, denominato in dollari, cede il 3,97%, dopo essere arrivato a perdere oltre 5 punti (cede oltre il 12% da inizio anno). Crolla anche la valuta russa, arrivata oltre 88 rubli per euro, per poi assestarsi a 86,5, e a 78 rubli per dollaro, prima di stabilizzarsi a 76,5.

Dopo un avvio già in netto calo, i listini continentali hanno ulteriormente allargato le perdite: l’indice d’area stoxx 600 cede il 2,4%. Raffica di vendite a Francoforte (-3,1%), Parigi (-2,89%), Madrid (-2,47%), Londra (-1,7%). Maglia nera per Milano (-3,5%). Tra i comparti soffrono anche i tecnologici (-2,9%) e le auto (-2,6%).