Crisi subprime e crack Lehman: banche Usa, punto e a capo

11 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il mondo della finanza continua a presentare casi che dimostrano come difficilmente si riesca a imparare dagli errori commessi in passato, nonostante questi abbiano provocato vere e proprie catastrofi. Negli Stati Uniti, è indicativo il comportamento delle banche che – a cinque anni dalla fine della Grande Recessione (la peggiore dai tempi della Grande Depressione), ufficialmente iniziata con il crack Lehman – sono tornate a erogare carte di credito come se fossero noccioline, a consumatori con un merito creditizio decisamente dubbio.

Spaventa apprendere che la crescita più forte nell’emissione di nuove carte di credito stia interessando proprio i consumatori subprime, quelli il cui merito creditizio, stando ai dati di Equifax, è inferiore a 660.

Dall’inizio dell’anno fino allo scorso luglio, le banche hanno di fatto erogato carte di credito a 9,8 milioni di consumatori subprime; la cifra è al record degli ultimi sei anni e rappresenta un aumento +43% su base annua.

Altre 7,8 milioni di carte di credito sono state emesse a favore di consumatori subprime dalle società di vendite al dettaglio, in rialzo +13% rispetto al 2013 e al record in otto anni.

JP Morgan Chase, numero uno di carte di credito per volume degli acquisti, ha riferito per esempio che il volume di vendita di carte di credito è balzato +12% a $120 miliardi nell’ultimo trimestre, su base annua.

In più le banche stanno anche concedendo ai clienti carte di credito con limiti maggiori, consentendo così ai consumatori di eccedere con le spese. Nei primi sette mesi dell’anno, i limiti sono balzati a $12,7 miliardi, in rialzo +4% su base annua e al massimo in sei anni. (Lna)

Fonte da cui è stato tratto l’articolo

Banche Usa, contente di prestare soldi a consumatori poco affidabili