Crisi: nel 2013 boom di poveri, oltre 4 milioni. Ma gli italiani lavorano piú dei tedeschi

22 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Gli italiani lavorano di piu’ ma producono di meno. Il dato, per certi aspetti soprendente, e’ contenuto in uno studio elaborato dalla Confcommercio e presentato questa mattina all’apertura della tradizionale due giorni di Cernobbio. E sfata il ‘falso’ mito degli italiani come popolo di fannulloni.

Gli italiani, sia nel caso dei lavoratori dipendenti sia in quello professionisti e autonomi, nel 2011 hanno lavorato in media 1.774 ore ciascuno.

In tutto questo, e’ cresciuto ancora il numero delle persone “assolutamente” povere – gente in cassa integrazione, disoccupati e scoraggiati – che in Italia tocchera’ quest’anno quota 4 milioni.

Secondo le stime di Confcommercio, la somma superera’ i 3,5 milioni certificati ufficialmente dall’Istat per il 2011. Si tratta di oltre il 6% della popolazione, contro il 3,9% registrato nel 2006.

La stima del Pil e’ stata rivista a -1,7%. Dal 2007 il reddito disponibile e’ sceso di 2.600 euro a testa. Basterebbero questi numeri per capire che gli italiani sono attesi da un’estate torrida.

Il problema tutto italiano e’ quello della produttivita’.

In media, ogni lavoratore italiano produce una ricchezza mediamente pari a 36 euro per ogni ora lavorata. Rispetto a noi, i tedeschi producono il 25% in piu’ e i francesi quasi il 40% in piu’. E mentre negli altri paesi la produttivita’ oraria e’ cresciuta nel tempo (tra il 2007 e il 2011, del 20% in Germania, in Francia anche di piu’, in Spagna dell’11% circa) in Italia questo fenomeno si e’ verificato in modo molto marginale (solo il 4% rispetto al 2007).

Bisogna poi considerare la scarsa partecipazione al mercato del lavoro, altra peculiarieta’ del nostro paese. In Italia, ogni 100 persone ne lavorano 38. Sono oltre 49 in Germania. In altre parole, oggi per ogni occupato in Italia, addirittura considerando all’interno di questo dato anche i cassaintegrati, ci sono 1,6 persone che non lavorano.

In Germania lo stesso calcolo porta a una sostanziale parita’ tra lavoratori e non lavoratori. Ma il fattore “piu’ grave”, secondo la Confcommercio, e’ che gli indici italiani sono in peggioramento, mentra la Germania fa registrare miglioramenti e la Francia e’ sostanzialmente stabile. (Asca)