Criptovalute, come investire nella blockchain: consigli utili

9 Gennaio 2018, di Daniele Chicca

Sebbene diversi analisti ed esperti del settore finanziario nutrano forti dubbi sulla possibilità che le criptovalute diventino a tutti gli effetti un sistema di scambio e di pagamenti realmente diffuso nella nostra società, con molti convinti che si tratti di un fenomeno passeggero e alimentato da una speculazione forsennata, al contempo molte banche d’affari riconoscono che la tecnologia dietro al Bitcoin sia invece rivoluzionaria.

In un rapporto di Ubs Wealth Management si sostiene che “avrà un significativo impatto sulle società, dal settore finanziario a quello manifatturiero, dall’healthcare alle utility. Stimiamo che, entro il 2027, il blockchain possa far incrementare il valore economico annuo globale di circa 300-400 miliardi di dollari”. I primi effetti si vedono già in questi primi giorni del 2018, con Lombard Odier Investment che ha operato la prima transazione obbligazionaria tramite una blockchain.

“Gli investimenti in blockchain sono simili a quelli effettuati a metà degli anni 90 nel settore di internet. Nei prossimi dieci anni, il blockchain potrebbe, infatti, portare a delle tecnologie che rivoluzionano il settore in maniera significativa. Per il momento, però, sussistono ancora dei limiti tecnologici e quindi non è chiaro quali applicazioni specifiche saranno le più utili/redditizie, oltre agli attuali limiti sui ricavi e sulla redditività effettiva associati al settore”.

Rivoluzione Blockchain: morte finanza tradizionale?

La tecnologia informatica della blockchain consiste nel mettere a disposizione un archivio di dati (aperto a tutti) formato da blocchi di algoritmi che memorizzano altri blocchi di transazioni validate in tempo reale dai soggetti coinvolti. Questo sistema consente di ottenere la massima trasparenza e una sorta di autogestione tra i vari player di mercato.

Come spiega Altroconsumo nell’archivio possono essere registrate “informazioni di qualsiasi tipo: nel caso delle criptovalute le transazioni passate di ogni criptospicciolo, nel caso degli smart contracts (contratti intelligenti) le regole del contratto. Il lavoro di notaio è remunerato, con una certa quantità di criptovalute. Il bello di questo archivio diffuso è che, a meno di controllare il 51% degli archivi notarili e quindi la loro maggioranza “di voto”, qualsiasi tentativo di frode è messo all’angolo“.

Blockchain: “tracciabile e trasparente, in ogni momento”

Si capisce bene che l’utilizzo delle blockchain potrebbe risultare molto comune nel mondo del futuro dominato dagli assistenti parlanti, dall’intelligenza artificiale e dalla “Internet delle cose“. Gli usi sono potenzialmente “infiniti”, secondo Altroconsumo. Con la blockchain potresti affittare la tua casa al mare in agosto con uno smart contract: tutte le condizioni del contratto finiscono nella blockchain e ci finisce pure la chiave di casa (un codice elettronico per aprire la porta)”.

Il nome blockchain deriva dal fatto chei blocchi collegati tra loro formano una catena, tale per cui ogni blocco addizionale rafforza i precedenti. Il Bitcoin, spiega a Business Insider Federico Pecoraro, amministratore delegato di Robocoin, un’azienda che produce bancomat per Bitcoin, “nasce per mettere un freno a tutti gli intermediari che guadagnano sulle singole transazioni, ma ha un vantaggio enorme: come tutte le transazioni in blockchain è tracciabile e trasparente, in ogni momento”.

“Nonostante queste sfide – conclude Ubs Wealth Management nel libro bianco – coloro che investono nella tecnologia blockchain per avere opportunità nel lungo periodo possono iniziare a posizionarsi in due ampi gruppi: gli abilitatori di tecnologia (technology enabler) – in ambito software, semiconduttori e piattaforme; e i primi utilizzatori di successo (early & successful adopter) – in ambito finanziario, manifatturiero, healthcare, utility e della sharing economy”.