Deflazione euro, ora anche Draghi grida al complotto

4 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – “Se ci sarà bisogno adotteremo ulteriori politiche espansive per sostenere la ripresa dell’economia”. Così il numero uno della banca centrale europea, Mario Draghi intervenendo nel corso di una lecture alla Bundesbank. Proprio da Francoforte, in Germania, il banchiere ha gridato al complotto ‘globale’ contro le politiche di rilancio dei prezzi al consumo che rischiano di far piombare l’are euro in una temuta fase di deflazione.

“Ci sono forze nell’economia globale oggi che, tutte assieme, stanno mantenendo bassa l’inflazione e potrebbero ritardare il ritorno dell‘inflazione verso il nostro obiettivo, ma non ci sono motivi per cui dovrebbero portare a un tasso di inflazione sempre basso. Se non ci arrendiamo all’inflazione bassa a conti fatti ritornerà a livelli in linea con il nostro obiettivo”.

Secondo Draghi, attendere e aspettare (orientamento di “wait-and-see”) significa assumersi dei rischi, cioè “attese di inflazione non ancorate in modo duraturo e di conseguenza tassi di inflazione sempre più bassi”.

“Se dovesse succedere avremmo bisogno di politiche monetarie molto più accomodanti per invertire questo processo. Da questo punto di vista, i rischi di agire troppo tardi sono superiori a quelli di agire troppo presto”.

Per il presidente della Bce la priorità è la stabilità dei prezzi, “il significato del principio della dominanza monetaria che è iscritto nei Trattati e che rende credibile la politica monetaria”.

“Non ci possono essere dubbi sul fatto che, se decidessimo di adottare politiche ancora più accomodanti, il rischio di effetti collaterali non ci fermerebbe. Abbiamo sempre in mente la necessità di limitare le distorsioni causate dalle nostre politiche ma la priorità è l’obiettivo di stabilità dei prezzi (…) Non dobbiamo mai mancare di ottemperare al nostro mandato solo a causa delle conseguenze non volute. Significherebbe stravolgere il nostro mandato ed è una cosa che non siamo liberi di fare”.

Infine un accenno alla proposta della Commissione per creare uno schema di garanzia europea dei depositi. “E’ la benvenuta” – dice Draghi – “ è realistica e offre una serie di garanzie contro il “moral hazard” così che la condivisione dei rischi non diventi una distribuzione dei rischi”.

Nonostante le parole accomodanti da colomba di Draghi, sul valutario l’euro non ha battuto ciglio e continua a tenere bene nei confronti del dollaro. La moneta unica si è portata ai massimi di tre mesi contro il biglietto verde, in area $1,116. La forza della divisa sta mettendo pressione sui mercati azionari europei, che stanno scendendo dai massimi di inizio mattinata.