Credit Suisse sempre più mediorientale, Qatar vuole aumentare la sua quota

3 Novembre 2022, di Mariangela Tessa

Credit Suisse sarà sempre più mediorientale. Il fondo sovrano del Qatar starebbe valutando la possibilità di aumentare la sua quota nella banca elvetica, che dovrebbe lanciare un aumento di capitale di 4 miliardi di dollari. È quanto riporta il “Financial Times”, citando fonti informate sulle discussioni. Al termine di questo aumento di capitale, tra il 20% e il 25% dei titoli del Credit Suisse saranno detenuti da investitori del Medio Oriente, aggiunge il quotidiano finanziario britannico. Contattata dall’agenzia di stampa francese Afp, la banca svizzera non ha commentato le indiscrezioni.

La notizia arriva dopo che, qualche giorno fa, la banca elvetica, impegnata in una profonda ristrutturazione, ha comunicato che saranno 20 le banche coinvolte nell’aumento di capitale. Tra queste, la Saudi National Bank, che si è impegnata ad acquistare 307,5 milioni delle nuove azioni sui 462 milioni titoli emessi, il che la porterà a detenere il 9,9% del gruppo elvetico. Oltre alla ricapitalizzazione, il piano che prevede il taglio di migliaia di posti di lavoro, una profonda ristrutturazione della divisione investment banking e un rinnovato focus sulla gestione patrimoniale.

Doppia scure di S&P’s e Moody’s

Le notizie sul piano di rilancio, che dovrebbero scongiurare l’ipotesi default, non appaiono tuttavia sufficienti per tranquillizzare il mercato e gli analisti. Ieri l’agenzia di rating S&P ha declassato da BBB a BBB- il rating di Credit Suisse, ovvero solo un livello sopra l’area “speculative grade”. La società di rating, che ha mantenuto un outlook stabile, ha affermato di vedere “rischi di esecuzione materiali in un contesto economico e di mercato in deterioramento e volatile. Le misure di ristrutturazione sono più decisive dei precedenti tentativi e hanno il potenziale per costituire una banca più semplice, più stabile e meno rischiosa. Tuttavia, vediamo rischi di esecuzione significativi data la complessità del programma pluriennale e il difficile contesto economico e di mercato, che potrebbero influire negativamente sulla velocità e sui costi del deprezzamento degli asset non core”.

Nel frattempo, Moody’s ha confermato il rating del gruppo a Baa2 e ha declassato il debito senior non garantito di Credit Suisse da A2 ad A3, con outlook negativo per entrambi. L’agenzia di rating ritiene che il piano strategico annunciato “comporti un rischio di implementazione, a causa della sua ampiezza e complessità”.

I conti in profondo rosso di Credit Suisse

Ricordiamo che, nel terzo trimestre del 2022, il colosso del credito svizzero ha registrato una perdita di 4,03 miliardi di franchi (4,06 miliardi di euro), che diventano 5,9 miliardi considerando i nove mesi contro l’utile di 435 milioni conseguito nello stesso periodo dell’anno scorso. Da qui la decisione, in realtà preventivata dal mercato ormai da settimane, di lanciare un aumento di capitale pari a 4 miliardi come parte di un piano di ristrutturazione che prevede anche la riorganizzazione delle attività e il taglio di 9 mila posti di lavoro a livello globale.