Credit Suisse punta sulle azioni, rendimenti superiori alle obbligazioni

24 Novembre 2020, di Mariangela Tessa

Il perdurare della pandemia di Covid-19 nel corso del 2021 non influirà sull’allocazione dei patrimoni da parte degli investitori. Dopo Goldman Sachs, anche gli analisti di Credit Suisse ribadiscono, nell’Investment Outlook 2021, un anno in rosa per azioni, che presentano opportunità di rendimento più interessanti soprattutto rispetto alle obbligazioni a basso rendimento.

In particolare, gli analisti della banca elvetica stimano un anno positivo per  le azioni dei mercati emergenti che registreranno un recupero. Bene anche i titoli tedeschi, che subiranno un rialzo. Tra i settori preferiti, la sanità e i materiali mentre con l’espandersi della ripresa, emergeranno gradualmente ulteriori opportunità nei settori ciclici.

Nel settore del reddito fisso, i rendimenti sui titoli di Stato core saranno abbastanza modesti, mentre le obbligazioni in moneta pregiata dei mercati emergenti rimarranno interessanti. Il credito investment grade – dicono dalla banca d’affari –  dovrebbe continuare a offrire un buon rapporto rischio/rendimento. Nell’ambito delle obbligazioni high-yield, vengono favoriti i segmenti di qualità elevata.

Passando ad analizzare le materie prime. Dopo un 2020  turbolento, “con il ritorno a una crescita annuale positiva dell’economia globale, il contesto dovrebbe rimanere favorevole per le materie prime” si legge nell’outlook.

L’Investment Outlook 2021 offre anche l’occasione per mettere a punto le stime sulla crescita globale e l’inflazione.

Crescita

Dopo la contrazione del 3,7% attesa per il 2020, l’economia globale dovrebbe registrare una crescita del 4,1% nel 2021. Per l’Eurozona è attesa l’anno prossimo una crescita del 4,6% (dopo il -7,6% stimato per il 2020), con un +5,1% per l’Italia (-9,1% nel 2020), +4% per la Germania (da -6%) e +6,5% per la Francia (da -9,4%).

Per gli Stati Uniti, dopo il -3,6% di quest’anno, le previsioni indicano un’espansione del 4,2%, mentre per la Cina la crescita 2021 saràdel 7,1% dopo il +2,2% di quest’anno.

Inflazione

Alla luce delle pressioni sui salari e con i tassi di disoccupazione in aumento, “l’inflazione dovrebbe rimanere sottotono” e attestarsi a livello globale al 2,3% nel 2021, contro l’1,8% atteso per il 2020 e il 2,5% del 2019.

Più bassa l’inflazione dell’Eurozona, che si attestera’ all’1% (dallo 0,3% quest’anno e dall’1,2% del 2019) mentre quella dell’Italia sarà dello 0,5% (-0,2% nel 2020 e +0,6% nel 2019).