Credit Suisse: petrolio sotto $60 per i prossimi tre anni

25 Luglio 2017, di Mariangela Tessa

Per i prossimi tre anni le quotazioni del petrolio resteranno sotto i 60 dollari al barile. Sono le stime della banca d’affari elvetica Credit Suisse che, ieri ha abbassato le stime. per il greggio degli Stati Uniti West Texas Intermediate (WTI) di 5 dollari al barile, a $ 57,50 nel 2020. Analogo il taglio per il Brent, il cui target, nello stesso periodo, è stato rivisto a 60 dollari al barile.

Secondo Credit Suisse, il mercato petrolifero non raggiungerà un punto di svolta fino al terzo trimestre del 2018, allungando le aspettative per il rilancio atteso di offerta e domanda fino al 2019.

A nulla serve l’annuncio che l’Arabia Saudita, maggiore produttore di greggio al mondo, sosterrà un’eventuale proroga dopo il marzo del 2018 dell’accordo tra i Paesi Opec e “non Opec” per il taglio della produzione di petrolio a 1,8 milioni di barili al giorno.

Credit Suisse ritiene che le scorte resteranno ancora 120 milioni di barili di petrolio al di sopra tale livello fin dal momento in cui l’accordo sarà pianificato.

Il motivo – per la banca –  è che non tutti i Paesi che hanno condiviso l’intesa sui tagli non ne stanno infatti rispettando i termini, tanto che secondo i dati dell’Agenzia internazionale dell’energia, la scorsa settimana la produzione Opec ha toccato i massimi del 2017 a 32,6 milioni di barili al giorno, guidata da Libia, Nigeria e Arabia Saudita. Il risultato è che l’obiettivo di riportare le quotazioni del petrolio sui 60 dollari al barile è ancora lontano, con il greggio che non raggiunge nemmeno i 50 dollari.