Cottarelli: Italia non reggerebbe recessione anche modesta dell’1%

31 Maggio 2018, di Daniele Chicca

L’Italia risprofonderebbe in una crisi, che in realtà non è mai andata via, non con un incremento dei tassi di interesse e dello Spread, bensì con una recessione anche modesta dell’1%. A dirlo è Carlo Cottarelli secondo cui la traiettoria in crescita del rapporto tra debito e Pil va tenuta al guinzaglio.

L’ex commissario alla spending review, incaricato in questi giorni dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a formare un governo politicamente “neutrale” che traghetti il paese alle prossime elezioni anticipate nel caso di fallimento dei negoziati tra M5S e Lega a formare un governo politico, sedicente “del cambiamento”, ha preso la parola durante un dibattito moderato da Francesco Cancellato, direttore di Linkiesta, al quale ha partecipata anche Paolo Galvani, confondatore e presidente di Moneyfarm.

Il dibattito a sfondo economico finanziario fa parte del ciclo “Redazione Finanza” organizzato da Moneyfarm per la città di Milano. Cottarelli, “uno dei più grandi conoscitori della struttura e dei meccanismi che regolano il funzionamento dell’economia italiana”, come lo descriv Moneyfarm, ha parlato di Italia e di crescita con Galvani.

I sette peccati capitali dell’economia italiana secondo Cottarelli

Il dibattito, fa sapere Moneyfarm, ha preso spunto dall’ultimo libro di Cottarelli, “I sette peccati capitali dell’economia italiana”, edito da Feltrinelli. Partendo dalla ricerca delle ragioni che sono alla base della stagnazione italiana, Cottarelli ha presentato una serie di soluzioni che potrebbero rilanciare l’economia italiana.

“Non mi sono voluto fermare alle cause – spiega Cottarelli nel presentare il suo lavoro – ma ho provato a capire come si potrebbe uscire dall’impasse in cui il Paese sembra essere precipitato”.

Nel dibattito non sono stati tralasciati temi legati all’attualità politica, anche monetaria. “Non credo che la fine del quantitative easing potrebbe costituire un problema, a meno che non arrivi nei prossimi due tre anni una recessione, anche piccola, magari scatenata da fattori esterni. In quel caso lo spread potrebbe schizzare” ha detto Cottarelli.