Tagliare i costi, ma non il personale: come i ceo italiani affrontano la situazione economica

22 Gennaio 2023, di Alessandra Caparello

In risposta all’attuale clima economico, i ceo italiani stanno cercando di tagliare i costi e stimolare la crescita dei ricavi. Il 62% di quelli italiani (48% a livello mondiale) segnala di aver diversificato l’offerta dei prodotti e dei servizi, il 57% (vs 51% a livello mondiale) di aver rivisto la propria politica commerciale e il 55% (vs 52% a livello mondiale) di aver ridotto i costi operativi. Tuttavia, oltre la metà (62% italiani vs 60% a livello mondiale) afferma di non prevedere una riduzione dell’organico nei prossimi 12 mesi e la quasi totalità (89% italiani vs 80% a livello mondiale) non taglierà la remunerazione del personale, con l’obiettivo di trattenere i talenti e mitigare i tassi di abbandono. Questa una delle evidenze della 26 esima Annual Global Ceo Survey di PwC, che ha intervistato 4.410 ceo – di cui 112 italiani – in 105 paesi, tra ottobre e novembre 2022 e  quasi due terzi dei ceo italiani (63% vs 73% a livello mondiale) prevedono un calo della crescita economica globale nei prossimi 12 mesi.

Le priorità dei ceo italiani

Ebbene, in un contesto di volatilità, per i ceo, i prossimi 10 anni saranno caratterizzati da molteplici sfide relativamente alla redditività aziendale.

In Italia le sfide più importanti saranno le modifiche alla regolamentazione (63% vs 53% a livello mondiale), i cambiamenti della domanda da parte dei clienti (56% Italia e mondo), la carenza di competenze (52% Italia e mondo), la technology disruption (49% Italia e mondo) e la transizione verso nuove fonti energetiche (49% vs 37% a livello mondiale).

Un anno fa i principali punti di attenzione dei ceo italiani erano i rischi informatici e sanitari. Quest’anno l’impatto della crisi economica è in cima alla loro agenda, con l’inflazione (32% vs 40% a livello mondiale) e la volatilità macroeconomica (21% vs 31% a livello mondiale) in testa ai rischi nel breve termine – i prossimi 12 mesi.

A preoccupare invece nei prossimi cinque anni, oltre l’inflazione (25% vs 28% a livello mondiale), i conflitti geopolitici (25% Italia e mondo) e la volatilità macroeconomica (24% vs 29% mondo) anche i rischi informatici (20% vs 25% a livello mondiale) e il cambiamento climatico (21% vs 22% a livello mondiale).

La guerra in Ucraina e le criticità geopolitiche nel mondo hanno indotto i ceo a ridisegnare alcuni aspetti dei propri modelli di business. Come? Quasi la metà degli intervistati italiani esposti a conflitti geopolitici sta integrando una gamma più ampia di scenari di disruption nella pianificazione dei propri modelli operativi aziendali, aumentando gli investimenti nella sicurezza informatica o nella privacy dei dati (48% Italia e mondo), diversificando la propria offerta di prodotti e servizi (43% italiani vs  41% a livello mondiale), rivalutando la propria presenza sul mercato/espandendosi in nuovi mercati (38% italiani vs 46% a livello mondiale) o adeguando la supply chain (36% italiani vs 46% a livello mondiale).

Rischio climatico: come lo affrontano le imprese

Tra i  rischi maggiori che temono i ceo troviamo il cambiamento climatico. Riconoscendo l’impatto che il quest’ultimo avrà sul business e sulla società nel lungo periodo, la maggior parte dei ceo italiani ha già messo in atto (o intende farlo) delle iniziative per perseguire l’innovazione con prodotti e processi nuovi e rispettosi del clima (76% italiani vs 61% a livello mondiale), per ridurre le emissioni delle proprie aziende (73% italiani vs 65% a livello mondiale), e per sviluppare una strategia basata sui dati al fine di mitigare i rischi climatici (66% italiani vs 58% a livello mondiale).

La ricerca di PwC in ultimo sottolinea che per rimanere economicamente sostenibili nel breve e lungo termine, le aziende devono anche investire nelle persone e nei programmi di trasformazione tecnologica per potenziare il proprio capitale umano.

Dal punto di vista tecnologico, più di due terzi dei ceo (78% italiani vs 76% a livello mondiale) affermano di investire nell’automazione di processi e di sistemi mentre il 72% in tecnologie avanzate come il cloud e l’intelligenza artificiale (vs 69% a livello mondiale). Inoltre, il 77% dei ceo italiani sta implementando soluzioni per migliorare le competenze delle risorse umane nelle aree prioritarie (vs 72% a livello mondiale).