Coronavirus lascia segno nel Def: Pil in calo dell’8%, debito in salita al 155%

23 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

Prende corpo il rischio di un nuovo rinvio del Consiglio dei ministri per il varo del Def e della Relazione del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sullo scostamento a valere sul deficit 2020.

A quanto si apprende, dopo lo slittamento a domani della riunione con i capigruppo di maggioranza prevista per stamattina, la riunione del Governo potrebbe tenersi persino verso il fine settimana, sempre preceduta da un confronto politico di maggioranza.

Al momento sono diversi gli scenari macroeconomici su cui la maggioranza si sta confrontando per chiudere i due documenti di base per la preparazione del prossimo decreto legge.

 

Le nuove stime per l’economia italiana

Secondo le prime indicazioni, le stime preliminari sul 2020 elaborate dai tecnici del Ministero dell’economia e delle finanze, tenendo conto della crisi economica legata all’epidemia di Coronavirus e delle misure di spesa a carico dello Stato indicano un calo del Pil di circa l’8%, un deficit poco oltre il 10% e un debito fino al 155% del prodotto interno lordo.

Numeri tutti da verificare, anche perché il quadro resta quanto mai incerto. Molto dipenderà dal volume degli interventi che il governo vorrà inserire nel prossimo decreto aprile.

Al momento si viaggia di misure del valore tra i  70-75 miliardi di euro, di cui 25-30 per la cassa integrazione e le altre forme di sostegno al reddito, e da quanto del valore complessivo di queste misure sarà effettivamente coperto con l’indebitamento, quanto con i Fondi strutturali europei e quanto risulterà invece come saldo netto da finanziare.

Quello che è certo è che con il passare delle settimane il provvedimento sta lievitando e sembra difficile riuscire a fare i conti esatti prima della messa a punto definitiva, anche perché la data sta progressivamente slittando in avanti.

Allo stesso tempo, al vaglio del governo c’è anche l’approvazione dello scostamento di bilancio. Quindi della richiesta del via libera da parte del Parlamento (scontato e probabilmente unanime) a fare più deficit per una cifra che dovrebbe essere superiore ai 50 miliardi. Fondi necessari a finanziare il decreto di aprile, anche questo oggetto di continui rinvii.

L’obiettivo del governo è quello di chiudere entrambi gli esami con un voto unico in aula che nella migliore delle ipotesi, considerando i tempi tecnici di valutazione del Def, con relative memorie di audizione e stesura delle risoluzioni, non potrà che essere all’inizio della prossima settimana.