Coronavirus: cosa significa isolare il virus

3 Febbraio 2020, di Alessandra Caparello

Nuovo e importante passo in avanti nella lotta al coronavirus. L’Istituto Spallanzani di Roma ha isolato il virus. Dopo Usa, Australia e Cina anche l’Italia ha così isolato alcuni ceppi del 2019-nCoV diventando il primo centro in Europa ad ottenere questo risultato.

Cosa significa isolare il coronavirus

E’ il ministro della Salute Roberto Speranza che in conferenza stampa ha annunciato i risultati ottenuti dal team di ricercatori dell’istituto romano.

“Aver isolato il virus significa avere molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione. Sarà condiviso con tutta la comunità internazionale. Ora sarà più facile trattarlo”.

A precisare cosa comporti l’isolamento del virus è Giovanni Rezza Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità.

L’isolamento virale, effettuato anche in Italia dallo Spallanzani permette di sequenziare il virus e confrontarlo con i ceppi già isolati anche in Cina e al di fuori della Cina in Paesi come Francia e Australia per valutare eventuali mutazioni. In generale, l’isolamento del virus può aiutare a mettere a punto i metodi diagnostici, testare l’efficacia di molecole antivirali conosciute e identificare e potenziare eventuali punti deboli del virus al fine di consentire lo sviluppo di strategie terapeutiche e identificare eventuali target vaccinali”.

Come spiegano i ricercatori, la disponibilità dei dati sul virus consentirà “di perfezionare i metodi diagnostici esistenti ed allestirne di nuovi”. Inoltre sarà più semplice studiare il meccanismo della malattia per lo sviluppo di cure e la messa a punto del vaccino. Ha aggiunto Maria Capobianchi, direttore del laboratorio di virologia dello Spallanzani:

Avere a disposizione il virus in un sistema di coltura ci permette di provare farmaci in vitro e di fare studi di patogenesi, cioè sui meccanismi di replicazione. Sempre quando si scoprono dei virus nuovi il materiale di partenza cruciale è il virus perché averlo a disposizione significa avere uno strumento per perfezionare la diagnosi e mettere in piedi test sierologici che ancora non ci sono e che significano la ricerca degli anticorpi, quindi la risposta delle persone all’infezione, anche in termini di risposta neutralizzante, ovverosia protettiva, capace di inattivare il virus”.