Coronavirus: ceppo isolato all’Ospedale Sacco di Milano

28 Febbraio 2020, di Alessandra Caparello

Mentre si aggiorna il bilancio delle vittime e dei contagiati dall’infezione da coronavirus che nelle ultime ore ha colpito l’Italia (siamo ad oggi a 17 decessi e 650 positivi) arriva una buona notizia dall’Ospedale Sacco di Milano.

Dopo l’Istituto Spallanzani di Roma che per primo aveva isolato il virus (clicca per sapere cosa significa isolare il virus), anche i  ricercatori dell’ospedale Sacco di Milano hanno isolato il ceppo italiano del coronavirus come annuncia Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive all’Università degli Studi di Milano e primario del reparto di Malattie infettive III.

Abbiamo isolato il virus in quattro pazienti di Codogno. Siamo riusciti a isolare virus autoctoni, molto simili tra loro ma con le differenze legate allo sviluppo in ogni singolo paziente. Si tratta di una scoperta che consentirà ai ricercatori di seguire le sequenze molecolari e tracciare ogni singolo virus per capire cos’è successo, come ha fatto a circolare  e in quanto tempo.
E’ un traguardo importante in quanto significa essere riusciti a estrarre il virus dal campione biologico dal quale è stato prelevato, dal muco o dal sangue per esempio: è il primo passo per poterlo moltiplicare e studiare nel dettaglio, a esempio per ottenere la sua sequenza genetica. A partire da questa possono essere riprodotti in laboratorio frammenti utili per preparare farmaci e vaccini.

Cresce il numero dei guariti

Un passo in avanti fondamentale per trovare una cura all’infezione da Covid-19 ma un’altra buona notizia è la crescita del numero delle persone guarite arrivate a 45. Intanto il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito, in conferenza alla stampa estera ha spiegato quale sarà la procedura d’ora in poi:

In Italia si sta lavorando affinché vengano comunicati solo i casi di nuovo coronavirus clinicamente rilevanti, ovvero i casi clinici di pazienti in rianimazione o morti, come avviene negli altri Paesi del mondo. I positivi ai tamponi fatti per qualsiasi altro motivo andranno in una lista separata estremamente importante per la definizione della situazione epidemiologica (….) le persone positive devono essere fuori dal circuito, quindi isolate, perché il periodo di contagiosità è diverso da quello di trasmissione, e perché la probabilità massima in cui c’è la trasmissibilità del virus è dal momento in cui la persona è sintomatica”.