Coprifuoco, Draghi punta a rimuoverlo dal 21 giugno

17 Maggio 2021, di Alberto Battaglia

L’addio definitivo al coprifuoco potrebbe scattare dal 21 giugno, dopo due tappe intermedie che lo sposteranno prima alle ore 23 (da lunedì) e alle 24 (dal 7 giugno): sarebbero queste le proposte lanciate dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso della Cabina di Regia in corso nel pomeriggio di lunedì 17 maggio.

Attorno al tavolo si sono riuniti i ministri Daniele Franco, Roberto Speranza (Leu), Giancarlo Giorgetti (Lega), Stefano Patuanelli (M5s), Dario Franceschini (Pd), Maria Stella Gelmini (Fi), Elena Bonetti (Iv), il sottosegretario Roberto Garofoli, il coordinatore e il portavoce del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli e il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro.

Attorno a questo tavolo di composizione tecnico-politica è previsto l’ennesimo scontro fra le componenti più decise ad “aprire tutto” e quelle più prudenti. Oltre al coprifuoco, la Cabina di Regia starebbe trattando per fissare le date sulle altre misure di allentamento, fra le quali: il ritorno delle consumazioni al bancone del bar, la riapertura delle palestre e dei centri commerciali (questi ultimi, secondo indiscrezioni di stampa, già dal prossimo weekend).

Al termine della Cabina di Regia, intorno alle ore 18, è atteso un Consiglio dei ministri che dovrebbe tradurre in un decreto il compromesso raggiunto sull’allentamento delle misure anti-contagio.

In attesa dell’incontro della Cabina di Regia il ministro del Lavoro, Andrea Orlando (Pd), aveva espresso fiducia sul fatto che “sicuramente sarà nella direzione di un allentamento delle misure”.

Stesso augurio anche da parte del coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani: “alla luce dell’ottimo andamento della campagna vaccinale… del calo di contagi, dei decessi e dei ricoveri che si sta registrando, chiediamo al governo di prolungare subito il coprifuoco fino alle 23 o a mezzanotte, per poi prevedere la sua eliminazione a giugno, e di riaprire settori e attività ancora chiusi”, ha dichiarato Tajani in una nota congiunta con altri esponenti del partito fondato da Silvio Berlusconi.