Conto corrente aziendale e riciclaggio: comportamento anomalo della clientela

22 Giugno 2017, di Giovanni Falcone

Con lo scopo di facilitare la interpretazione dei comportamenti della clientela nei rapporti intrattenuti con il mondo delle banche, nella gestione di un conto corrente “aziendale” voglio riportare un quesito che ho appena ricevuto da un’abbonato al mio sito web e che in qualche misura, potrebbe rivelarsi di particolare utilità a coloro che oprano nello stesso ambito professionale.

DOMANDA

Salve,
Avrei da chiederle info su un caso che mi capita spesso : un cliente titolare di un conto di un’azienda una srl per la precisione, versa soldi con assegni ma poi appena matura la valuta li prende tutti ovvero, in due giorni come adesso mi e’ capitato, ha prelevato 15000 € in contanti. Gli ho spiegato che ci sono altri mezzi di pagamento preferibilmente tracciati quali bonifici assegni o persino ricaricare la prepagata per lo stipendio ai dipendenti che non hanno rapporti, ma niente.
Come devo comportarmi in questi casi?
Cosa si può dire al cliente ? A cosa va incontro? A cosa vado incontro io?
Saluti

RISPOSTA

Per avere una visione d’insieme, necessaria per formulare un giudizio compiuto, necessita conoscere, unitamente al settore economico, se trattasi di “attività economica al dettaglio ovvero all’ingrosso”, ovvero se l’azienda di cui trattasi fa parte di un gruppo imprenditoriale c.d. Holding.

Una prima risposta, di ordine generale, è quella che il cliente, nel caso in specie, pur utilizzando il conto aziendale – per il quale ricordo che esiste una contabilità a cominciare dal Libro giornale, lasciando desumere che per i citati incassi (tutti tracciabili a mezzo assegni) vengono emesse fatture e quindi pagate le tasse – consente la conoscenza della provenienza delle risorse, dalle quali si può presumere anche la strumentalità dei rapporti con la dichiarata esistenza dell’attività economica (coerenza).

Nel contempo, allo stato, vi sono ragionevoli motivi per sospettare che trattasi di una “cartiera”, nel senso che preleva il contante – lasciando sempre il conto a saldo zero e senza far conoscere la destinazione delle uscite, dei costi – significando che “restituisce” la provvista a coloro i quali hanno ufficialmente pagato le fatture, ovvero i “traenti” degli assegni incassati, trovandoci di fronte ad un giro di false fatturazioni.

Una operatività di tal fatta, suggerisce ove non già eseguita, una preliminare verifica di cantiere per riscontrare la esistenza della struttura imprenditoriale come magazzini, materie prime, personale dipendente, uffici, costi strumentali etc.

In assenza di tutto questo, ovvero di una situazione non sufficientemente chiara, suggerisco l’opportunità dell’inoltro di una Segnalazione di operazione sospetta.