Conto alla rovescia per il Consiglio europeo: Conte alla prova più difficile

16 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

Settimana decisiva, la prossima, per concordare la riposta europea alla pandemia di Covid-19. Il 23 aprile il Consiglio europeo si incontrerà per definire gli strumenti da adottare per combattere una crisi economica, che per l’Italia risulta particolarmente pesante. Il Fondo Monetario stima una contrazione del Pil del 9,1% quest’anno.

Durante il meeting, il premier Giuseppe Conte ribadirà la necessità che la zona euro istituisca gli Eurobond, ma secondo un editoriale pubblicato su Bloomberg “è improbabile che paesi come Germania e Paesi Bassi accettino”.

“Il primo ministro italiano – si legge nell’editoriale – riaffermerà la necessità dei coronabond. In realtà, alla fine rischia di  dover scegliere se fare un passo indietro rispetto a questa strategia negoziale non realistica o andarsene, il che segnerebbe una rottura senza precedenti tra Roma e l’UE”. “La verità è che Conte non ha una vera leva su questo fronte. Un conflitto con il resto della zona euro spaventerebbe gli investitori, aggiungendo una crisi del debito sovrano italiano all’epidemia” si legge nell’articolo.

 

“È probabile che anche la zona euro accetti una serie di programmi che consentano a tutti i paesi membri di prendere in prestito denaro a tassi preferenziali per finanziare i loro sistemi sanitari e sostenere i loro mercati del lavoro.
Idealmente, il blocco potrebbe aggiungere una qualche forma di impegno a mutualizzare almeno parte di questo debito extra tra i suoi membri dopo la crisi” continua l’articolo.

Al di là delle soluzioni che verranno trovate, il meeting della prossima settimana risulta cruciale per il futuro politico del presidente del consiglio italiano. E per l’Italia stessa.

“Un veto di Conte alla riunione dell’UE riaprirebbe vecchi dubbi sull’adesione all’euro in Italia e renderebbe molto più difficile per la BCE sostenere il Paese. Inoltre, nulla di buono ne verrebbe fuori dal punto di vista politico. È impossibile avere Euroobond senza tedeschi e olandesi a bordo. Se è vero che Francia e Spagna hanno sostenuto le richieste dell’Italia di una qualche forma di emissione di debito congiunto, è improbabile che si uniscano ad un eventuale “protesta” di Conte. L’Italia rischia di essere isolata”.

Ma i veri problemi – conclude l’articolo- Conte li avrebbe in casa.

“La coalizione di governo italiana è divisa tra il PD, favorevole ad un approccio più conciliante ai negoziati europei, mentre il M5S sta adottando una linea dura.” Tutto questo, mentre “La Lega di Matteo Salvini usa la sua posizione all’opposizione per capitalizzare queste divisioni”.