Conti correnti aperti in filiale: i tre preferiti dagli italiani

18 Giugno 2021, di Alessandra Caparello

Italiani ancora poco propensi ad aprire conti correnti in filiale. Così emerge dall’ultima indagine di Wall Street Italia realizzata in collaborazione con T-Voice, società che si occupa di opinion mining, sentiment analysis e topic discovery e sfrutta algoritmi di artificial intelligence supervisionati con l’obiettivo di offrire una panoramica precisa di opinioni e sentimenti condivisi tramite web e social network.

Le analisi sono state condotte su più di 18.000 testi in lingua italiana riguardanti il tema “conti correnti offline” presenti nel web e sui principali social network per il periodo che va dal 17 Maggio al 16 Giugno 2021.  Tutti i risultati sono presentati al netto degli “off-topic”, ovvero senza considerare quei testi che non contengono il tema di interesse.

Nel dettaglio l’indagine rivela il sentiment analysis  – indice che misura il percepito degli italiani rispetto al tema in analisi. In particolare il 44,24% esprime pareri negativi, in netto miglioramento rispetto alla precedente rilevazione quando la percentuale di sentiment negativo era all’83%.  Positivi i pareri per il 40,06%e un 15,790% esprime valutazione neutrale.

Conti correnti tradizionali: i preferiti

L’indagine di WSI in collaborazione con T-Voice rivela inoltre il livello di preferenza degli italiani rispetto ai conti correnti tradizionali, individuando i tre considerati migliori che sono nell’ordine Banca Mediolanum (66,8 punti su 100), seguita da Intesa Sanpaolo (66,3) e Banco Posta (56,3).

 

Il miglioramento del sentiment rispetto alla banche arriva proprio nel momento in cui i depositi presso gli istituti di credito italiani hanno raggiunto un nuovo livello record.

Durante la pandemia, gli italiani hanno continuato ad accumulare risparmi sui conti correnti. Secondo quanto rilevato dall’Abi, l’Associazione bancaria italiana,  il livello di raccolta complessiva dei depositi, seppure in lieve frenata rispetto al mese precedente, è cresciuto dell’8,2%, con un aumento in valore assoluto su base annua di 135 miliardi di euro che porta l’ammontare complessivo dei depositi a 1.774,6 miliardi di euro.