Consumi: tariffe biorarie o monorarie? Ecco con quale si risparmia di più

10 Febbraio 2020, di Alessandra Caparello

Utilizzare gli elettrodomestici di casa la sera per risparmiare? Funzionava fino a poco tempo fa visto che ora, dati alla mano, la tariffa bioraria dell’energia elettrica oggi consente risparmi inferiori rispetto alla monoraria.

Tariffa monoraria e bioraria: cosa sono

A dirlo l’ultimo studio SosTariffe.it che ha calcolato la spesa media annua di luce con entrambi i tipi di tariffe per tre distinti profili di consumo. Di solito si definisce monoraria una tariffa di energia elettrica che consente di pagare allo stesso prezzo la luce consumata in qualsiasi momento della giornata. La tariffa bioraria invece è stata introdotta nel 2010 per favorire il risparmio grazie a prezzi bassi in alcune fasce orarie.
Quella bioraria difatti ha un prezzo dell’energia variabile a seconda dell’ora del giorno, che viene convenzionalmente diviso in tre fasce orarie: fascia F1 è compresa tra le 8 e le 19; la F2 tra le 19 e le 8 nei giorni feriali; F3 comprende i weekend e i giorni festivi.

Lo studio di SosTariffe.it

Secondo lo studio però oggi scegliendo una tariffa della luce monoraria a prezzo fisso è possibile risparmiare di più rispetto a una tariffa bioraria. Quanto è possibile mettere da parte? In base ai consumi dice l’indagine che ha preso in considerazione solo tariffe luce del mercato libero e tre profili-tipo di consumo energetico, riferiti tutti e tre alla città di Milano: un single che vive da solo il cui fabbisogno di energia elettrica è di 1000 kWh , una famiglia di 3-4 componenti che necessita di 2700 kWh e un nucleo di sette persone che necessita di 5000 kWh.

Partendo dal single, questi  può scegliere tra cinque diverse proposte di tariffa bioraria dal costo medio di 230 euro annui (la più economica costa 216 mentre la più cara quasi 241). Cinque anche le proposte di tariffa monoraria prese in considerazione dallo studio con costo medio di circa 213 euro e prezzo annuale che oscilla tra i 191 e i 222 euro.
Di conseguenza la differenza media di prezzi tra la tariffa bioraria quella monoraria è del 7,72%, pari alla somma che si può risparmiare optando per una tariffa monoraria a prezzo fisso.

Per una famiglia di 3-4 componenti, che hanno bisogno ogni anno di circa 2700 kWh di energia elettrica, anche in tal caso sono sempre cinque le proposte tariffarie esaminate dal report. Per la bioraria il costo medio delle promozioni è di 467 euro (mentre la più conveniente costa 456, la più costosa si aggira intorno ai 481 euro).
Anche nel caso del nucleo di 3 – 4 persone la tariffa monoraria permette di spendere meno, in media 447 euro ogni anno.

Se teniamo conto infatti che la tariffa più economica ha un costo di 411 euro mentre la monoraria più cara si aggira sui 463, optare per il prezzo fisso nell’arco della giornata permette un risparmio del 4,44%. Infine per una famiglia con un fabbisogno annuo di 5000 kWh, i risparmi possibili sono minimi.
Le tariffe biorarie a loro disposizione hanno un costo medio annuale di 840 euro (si va dalla promozione più economica da 818 a quella più dispendiosa da 861 euro), mentre per quelle monorarie, i prezzi si aggirano intorno a una media annuale di 819 euro. Nel loro caso dunque il risparmio, minimo, è solo del 2,56%.