Consulentia 19, le sfide delle reti. Bufi: “Ai consulenti un terzo dei margini”

7 Febbraio 2019, di Alessandro Chiatto

Protagonisti della crescita, gli obiettivi per il futuro della consulenza“. Questo il tema del convegno inaugurale di ConsulenTia19, l’evento organizzato a Roma all’Auditorium Parco della Musica da Anasf. “La crescita è sia evoluzione della nostra professione, sia come qualità del servizio erogato sia della nostra presenza con i nostri clienti“, spiega il presidente Maurizio Bufi, presidente di Anasf, nell’introdurre l’appuntamento.

UNA PROVA DI MATURITA Sulle prossime sfide della consulenza il presidente di Anasf è chiaro: “Noi crediamo che l’industria del risparmio gestito è chiamata a una prova di maturità. Se non cogliesse l’esigenza del mercato potrebbe iniziare un declino dopo anni di forte crescita. Ci rendiamo conto della necessità di diversificare le fonti di ricavo, soprattutto nel sistema bancario, che deve affrontare anch’esso una rivoluzione all’interno del suo sistema distributivo. Da questo punto di vista, il nostro sistema di banche-reti ha fatto da apripista nel fare industria nel mondo dei servizi. Le stesse banche prendono spunto dal nostro settore, ma siamo sicuri che questo valorizzi la nostra attività?”

MONDO MIFID Sulla normativa, a un anno dal lancio, è altrettanto chiaro: “I consulenti rischiano di pagare un costo non dovuto per la nuova trasparenza dei costi. Il cliente potrebbe facilmente credere che sia il consulente a essere il principale beneficiario di questa trasparenza. Ad oggi, in alcune società i consulenti hanno visto ridursi le loro retribuzioni, nonostante riduzioni dei margini non si siano ancora visti. Se questa tendenza venisse confermata, il settore rischierebbe una parabola inevitabile e scontenterebbe sia i clienti sia i consulenti. Di fronte a questo scenario, ci siamo chiesti se non sia il caso di ripensare alla struttura organizzativa delle reti di consulenti? Dal nostro punto di vista, il consulente deve accettare le sfide, aumentare le masse in gestione pro capite, acquisendo nuove competenze e accettando il progresso tecnologico, ma deve essere adeguatamente remunerato con un terzo di quelli che sono i margini commissionali richiesti al cliente“. 

LE SFIDE Il 2019 sarà un anno di altre sfide, che costringeranno il consulente ad aumentare ulteriormente le proprie competenze: “Abbiamo coltivato il sogno di un’Europa unita, ma ci accingiamo a voto, quello delle elezioni europee, molto diverse dalle solite. Sappiamo che la tecnologia sta cambiando le abitudine di persone e imprese. La finanza non può astrarsi da questi scenari così problematici. C’è qualcuno che pensa che la degenerazione della finanza sia il problema, con il rapporto tra politica e finanza che ha girato in favore di quest’ultimo. C’è chi dice, invece, che è sempre stato così. Crediamo che come associazione dobbiamo prenderne atto e adattarci al contesto fortemente instabile, con il classico cigno nero che aleggia dietro l’angoloFin dagli esordi il consulente finanziario, attraverso un legame di fiducia, ha contribuito alla crescita delle famiglie. A ciò si è aggiunto un bagaglio di conoscenze e competenze che si è rafforzato insieme al contesto di mercato e alle nuove normative. Nell’abitudine nel trattare i problemi degli altri, non va dimenticata anche la necessaria soddisfazione di chi svolge la professione, elemento essenziale nel delicato rapporto tra cliente e consulente”.

IL RISPARMIO DELLE FAMIGLIELa ricchezza finanziaria degli italiani è intermediari dall’85% dalle banche, dagli istituti postali e assicurativi. Il restante 15% alle reti di consulenza finanziaria. La percentuale, però, non va guardata solo in sé, ma si tratta di un dato in continua crescita. Negli ultimi dieci anni i rendimenti lordo si sono attestati al di sopra della media storica, grazie a tassi d’interesse bassi, un mercato azionario in crescita e scarsa volatilità. Poi, però, la realtà ci presenta il conto: il 2018 è stato l’anno peggiore dal secolo scorso, con oltre il 90% delle asset class che hanno registrato rendimenti negativi. Difficilmente, negli anni a venire i rendimenti lordi potranno avvicinarsi a quelli passati”.