Con queste protesi al cervello non perderemo più la memoria

11 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Lo scorso anno alcuni ricercatori sono riusciti con successo a progettare e realizzare un impianto cerebrale in grado di agire come un bypass per il tessuto cerebrale danneggiato. Questa protesi neurale è in grado di ripristinare correttamente le funzioni del cervello nei ratti, dimostrando che l’interfaccia cervello-macchina-cervello potrebbe un giorno svolgere la stessa funzione negli esseri umani cerebrolesi.

CNET spiega come questa ricerca potrà portare ad interessanti risvolti grazie al centro DARPA, ovvero la Defense Advanced Research Projects Agency (Stati Uniti), che finanzierà la ricerca su tale dispositivo.

Chiamato Restoring Active Memory (RAM) program, condotto dalla University of California e dalla University of Pennsylvania, si è sviluppato nella speranza di ripristinare la funzione di memoria in chi ha subito una lesione cerebrale traumatica.

Attualmente, dal 2000 ad oggi, negli Stati Uniti oltre 270 mila membri del servizio militare e circa 1,7 milioni di civili sono stati colpiti da trauma cranico, che spesso si manifesta come incapacità di recuperare i ricordi formati prima di essere stati feriti, oltre ad una ridotta capacità di formarne di nuovi.

Il team a lavoro userà i dati raccolti da pazienti con epilessia, che hanno già degli elettrodi impiantati nel loro cervello, per sviluppare un modello del sistema ippocampo-entorinale.
La registrazione dei dati avverrà mentre i pazienti svolgeranno giochi di memoria basati su computer, al fine di acquisire una comprensione di come funziona la loro memoria.

Come per la ricerca sui ratti, l’impianto riceve i segnali neurali da una sezione non danneggiata del cervello per farlo poi passare attorno alla porzione danneggiata e formare efficacemente un nuovo collegamento neurale per farlo così funzionare come il cervello intatto.

La ricerca è prevista duri quattro anni.