Coinbase sbarca al Nasdaq: tutto quello che c’è da sapere

14 Aprile 2021, di Alberto Battaglia

Coinbase, uno delle piazze di scambio, gli exchange, di criptovalute più noti e utilizzati al mondo, si appresta a sbarcare sul Nasdaq. Il direct listing, una forma di quotazione che non prevede l’offerta di nuove azioni al contrario dell’Ipo, è previsto per domani, 14 aprile. L’attesa sta infondendo un sentiment positivo anche sull’andamento del Bitcoin, che martedì si trova in rialzo del 4,68% a 62.858,25 dollari, nuovo massimo storico.

I numeri di Coinbase sono i seguenti. Nata nel 2012, la piattaforma conta, al primo trimestre 2021, 56 milioni di utenti verificati e ricavi attesi di 1,8 miliardi di dollari, ai quali corrisponderebbero utili compresi fra i 730 e i gli 800 milioni di dollari.

Nel corso degli anni Coinbase ha raccolto finanziamenti da fondi di venture capital per 547,3 milioni di dollari, secondo quanto calcolato da Crunchbase. L’ultima valutazione formale della società risale al 2018, anno nel quale è stato versato l’ultimo finanziamento da 300 milioni: allora Coinbase era stata valutata 8 miliardi di dollari. Ma da allora il valore della società sarebbe radicalmente aumentato.

Coinbase il mese scorso aveva lanciato un’offerta secondaria di azioni tramite il Nasdaq Private Markets (fino a 1,8 milioni di azioni in lotti settimanali): in tale occasione la valutazione della società, presentata agli investitori, sarebbe stata di 100 miliardi di dollari, ha scritto Axios. L’ultimo lotto da 75mila azioni era stato venduto a un prezzo di 348 dollari, cifra che porterebbe la valutazione della società intorno ai 68 miliardi di dollari.

Il  prezzo di riferimento per la quotazione è fissato a $ 250 e quindi è previsto un forte rialzo per il debutto del titolo al Nasdaq.

Coinbase: sprint per le Ipo degli exchange

Con la grande cavalcata delle criptovalute del 2020, Coinbase e anche un altro grosso nome del comparto exchange, Kraken, hanno annunciato il proprio ingresso in Borsa.
Entrambe hanno optato per il direct listing, ciò darà alle società un maggiore controllo su chi saranno i detentori delle azioni societarie. Nel caso di Coinbase, inoltre, si sarebbe resa necessaria la raccolta di ulteriore denaro, dal momento che la società è già ampiamente in attivo; piuttosto, si è preferita una forma di quotazione che non comportasse una diluizione delle quote giudicata non necessaria, ha spiegato il partner di Battery Ventures, Roger Lee.

L’ultima Ipo fintech annunciata è stata quella della piattaforma di trading Robinhood, che il mese scorso ha avviato l’iter propedeutico alla quotazione. Proprio su questa app sono cresciuti esponenzialmente i trader in criptovalute, probabilmente attirati dalle vertiginose performance del Bitcoin e degli altri gettoni digitali.