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Criptovalute: in soli tre mesi i trader su Robinhood sono quintuplicati

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Robinhood, la piattaforma di trading americana da molti ritenuta come una delle principali vie d’accesso al mondo degli investimenti per i Millennial, ha fatto sapere che gli scambi in criptovalute hanno registrato un vero e proprio boom di utenti nel primo trimestre dell’anno.

Se nell’ultima parte del 2020 erano stati 1,7 milioni i clienti che avevano fatto trading di monete digitali, nel primo trimestre del 2021 il dato è esploso a quota 9,5 milioni. Un incremento che in termini percentuali ha superato il 458%.

Di pari passo, il Bitcoin metteva a segno il suo miglior primo trimestre dal 2013, con una performance vicina al 100%. Secondo i dati Bloqport la criptovaluta per eccellenza ha guadagnato il 15% a gennaio, il 37% a febbraio e il 29% a marzo.

All’interno della piattaforma Robinhood (che, lo ricordiamo, non è disponibile in Italia) sono scambiate sette diverse monete digitali: Bitcoin, Bitcoin Cash, Dogecoin, Ethereum, Ethereum Classic e Litecoin.

Criptovalute: la filosofia è uguale a quella di Robinhood

In post sul blog aziendale Robinhood ha commentato il successo del trading in criptovalute sulla piattaforma facendo leva sugli stessi argomenti vagamente romanzati che si solito circondano il mondo della Blockchain:

“Le criptovalute sono nate con la missione di togliere il potere alle istituzioni e restituirlo alle persone. I nostri fondatori, Vlad e Baiju, hanno una filosofia simile quando si tratta di stravolgere la tradizione nel settore finanziario e renderla accessibile a tutti”, si legge nella nota, “erano affascinati dalla tecnologia blockchain e dalla promessa che aveva nella democratizzazione dell’accesso ai pagamenti globali. La prospettiva di un sistema finanziario globale aperto e decentralizzato, in cui tutti possano avere accesso ai servizi finanziari, fortemente allineato con la missione di Robinhood, quindi democratizzare il trading di criptovaluta sembrava un passo successivo naturale”.

In qualche modo, Robinhood e le criptovalute non sono unite solo dal filo della “filosofia”, ma anche le dal tenore delle critiche ricevute nel corso del tempo: in particolare, quella di aver rappresentato un incentivo all’approccio d’investimento “mordi e fuggi” e ad elevato rischio.