Cipro sempre piú sola: rischia uscita da euro

22 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

NICOSIA (WSI) – L’Europa ha 3 giorni di tempo per scongiurare un evento in stile Lehman Brothers. L’Unione Europea ha dato a Cipro tempo fino a lunedì per trovare i miliardi di euro che servono a garantire al Paese il via al piano di aiuti internazionale senza il quale il collasso del sistema finanziario spingerebbe Nicosia fuori della zona euro.

Gli sforzi diplomatici si concentrano tutti a Nicosia, dove la seduta straordinaria del Parlamento prevista questa mattina è stata ritardata, a causa del riesame di progetti di legge destinati a recuperare miliardi di euro per garantire un piano B di salvataggio dopo la bocciatura del prelievo forzoso dai conti correnti.

I deputati ciprioti erano stati convocati alle 10 locali (le 9 in Italia), ma la seduta è stata ritardata perchè la commissione parlamentare delle finanze sta riesaminando i progetti di legge, ha precisato la stampa. Il governo di Nicosia ha escluso l’ipotesi del prelievo coatto, ma se non trovera’ una soluzione entro lunedi’, le banche perderanno il sostegno a suon di liquidita’ della Bce.

Si fa avanti allora l’idea di un fondo di solidarieta’. Anche perche’, come riferiscono autorevoli fonti Ue, “senza prelievo su depositi c’è il serio rischio di un crack”.

Il fondo speciale – che pare in grado di dare i 5,8 miliardi richiesti – dovrebbe contenere tutta una serie di beni del pase, tra cui riserve auree, proprieta’ della Chiesa ortodossa e altri asset immobiliari. I titoli di stato emessi serviranno per ricapitalizzare le banche. La creazione di una bad bank contribuira’ poi al raggiungimento dell’obiettivo. Il piano di emergenza deve essere ancora approvato ed esaminato dai legislatori.

Da Mosca stamani il ministro delle Finanze Anton Siluanov ha detto che i negoziati per un possibile pacchetto finanziario di salvataggio sono terminati senza risultati e che la Russia non ha interesse alle riserve di gas offshore di Nicosia.

Segnali di nervosismo verso Nicosia arrivano anche dalla Germania, dove il leader parlamentare dei cristiano democratici del partito della Cancelliera Angela Merkel ha detto che Cipro “sta giocando con il fuoco” sollecitando una proposta da Nicosia che serva a sbloccare gli aiuti.

Secondo Volker Kauder non sarebbe una soluzione la paventata nazionalizzazione di fondi pensione semipubblici, che andrebbe a toccare le fasce più deboli dei risparmiatori dell’isola.

“Non credo che possa avvenire, sarebbe pesante per i pensionati, per i piccoli risparmiatori”, ha detto.

“Credo ancora che si arriverà a una soluzione, ma Cipro sta giocando con il fuoco”, ha aggiunto.

Il governo cipriota ha cercato di imporre limiti ai movimenti di capitale per fermare il deflusso di fondi dal paese qualora non si arrivasse a un accordo prima della riapertura degli sportelli bancari rimasti chiusi questa settimana.

Il parlamento si riconvocherà oggi per discutere le misure d’emergenza del governo dopo che la seduta di ieri è stata aggiornata per avere più tempo per le consultazioni parlamentari. Bisogna trovare 5,8 miliardi di euro chiesti dalla Ue per concedere un finanziamento da 10 miliardi.

La Bce ha detto che chiuderà i rubinetti della liquidità alle banche cipriote senza un accordo e una fonte autorevole della Ue ha detto a Reuters che la Ue sarebbe pronta ad accettare che Cipro venga esclusa per evitare un contagio.

Come dimostrano le ultime foto in arrivo da Nicosia, hanno incominciato intanto a formarsi gia’ da giovedi’ lunghe file agli sportelli bancomat. Le banche riaprono la prossima settimana, di martedi’.

Apparentemente a mani vuote il ministro delle Finanze cipriota Michalis Sarris ha lasciato Mosca, dove era arrivato martedì per cercare il sostegno delle autorità russe nella crisi che ha colpito l’isola. Il tutto senza che nessun accordo sia stato annunciato. Sarris ha cercato delle condizioni più rilassate del prestito di 2,5 miliardi di euro concesso da Mosca a Nicosia nel 2011, i russi avevano proposto investimenti nel settore bancario ed energetico in cambio di aiuti.

Ma ieri Vtb, il secondo gruppo russo e il più attivo all’estero nel settore finanziario, aveva detto di non essere interessata a Cipro. “La Russia non ci può aiutare con un prestito, perché la dimensione del prestito potrebbe rendere il debito (di Cipro) non gestibile”, ha detto ieri il ministro Sarris al telefono da Mosca alla televisione di Stato cipriota, aggiungendo che al momento c’è un “ottimismo limitato” sulla possibilità di trovare una formula per il salvataggio finanziario di Cipro.

Ed è atteso per oggi il voto sul “fondo di solidarietà”, uno dei punti chiave del Piano B del governo, tramite il quale l’isola mediterranea punta a raccogliere i 5,8 miliardi di euro previsti dalla confisca sui conti bancari, bocciata due giorni fa e che rappresentava un tassello chiave per sbloccare il salvataggio da parte dell’Unione europea.

Sul piano B presentato da Nicosia per uscire dalla crisi, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, si è dimostrato scettico. Lo scrive il quotidiano tedesco Bild, che cita le parole del ministro riportate da alcuni membri della coalizione di governo tedesca.

“La cosmetica da sola non è sufficiente”, avrebbe dichiarato Schaeuble, secondo le voci raccolte al termine della riunione fra i due partiti della coalizione guidata da Angela Merkel, ieri sera a Berlino. “Cipro deve cambiare e fare seriamente dei risparmi”, avrebbe continuato il ministro, secondo la stessa fonte.

Paralizzata dalla crisi finanziaria, Cipro ha annunciato ieri di aver rinunciato a tassare i depositi bancari, per creare invece un non meglio precisato fondo di solidarietà, dai contorni ancora sfumati, che dovrebbe evitare il fallimento delle sue banche.