Cina, spettro guerra dazi abbatte lo yuan

27 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

Mentre è circolata la notizia che la Cina, messa di fronte alla determinazione della linea commerciale dura di Donald Trump, sarebbe pronta a rispondere a tono lo yuan ha sperimentato la più pronunciata svalutazione sul dollaro dall’agosto 2015. In quell’occasione un deprezzamento analogo aveva innescato un crollo di ampia portata sui mercati internazionali.

Il presidente Xi Jinping, secondo quanto riportato in una nota ai clienti da Sassan Ghahramani, ceo di Sgh Macro Advisors, avrebbe detto a tutti i ministeri e alle province di prepararsi a “una guerra commerciale di ampia scala con gli Stati Uniti”.

Secondo le autorità cinesi è ormai scontato che 34 miliardi di dollari di beni esportati negli Usa saranno soggetti a nuovi dazi a stelle e strisce: a tale scenario Pechino è pronta a rispondere. La svalutazione dello yuan potrebbe essere la conseguenza di questi nuovi assetti nel commercio globale; il trend potrebbe proseguire secondo quanto scrive Bloomberg.

Come già mostrato nei confronti dell’Unione Europea, la strategia di Trump, di fronte ai contro-dazi che la Cina ha promesso di infliggere in risposta alla stretta commerciale, consiste nell’alzare ancor di più il tiro: lo scorso 18 giugno il presidente Usa aveva annunciato barriere commerciali su merci importate dalla Cina il cui valore ammonta a 400 miliardi di dollari.

Dal fronte americano si attendono i dettagli dell’annunciato sbarramento agli investimenti cinesi nelle imprese americane e il blocco alle vendite di alcuni prodotti hi-tech alla Cina da parte di società statunitensi. Una mossa che, secondo quanto annunciato dall’amministrazione dovrebbe essere non solo rivolta alla Cina, ma che comunque appare direttamente congegnata per proteggere un settore considerato strategico per il futuro.

È stato più volte messo in evidenza infatti, come la Cina abbia investito fortemente nel settore con l’ambizione di conquistare un’egemonia tecnologica sul pianeta.