Cina: rallentamento è solo all’inizio, c’è chi vede Pil al 2%

6 Marzo 2019, di Mariangela Tessa

Il recente rallentamento dell’economia cinese è solo un assaggio di quello che vedremo nei prossimi anni. Secondo gli analisti della società di ricerche Capital Economics, nel corso del prossimo decennio la crescita del Pil cinese potrebbe precipitare al 2% dal 6,0- 6,5% messo in conto per quest’anno.

“Il dominio della Cina in termini di performance dei mercati emergenti sta finendo”, ha detto Mark Williams, il capo economista dell’area dell’Asia presso Capital Economics, nel corso di una conferenza, aggiungendo che tale performance è sotto il 5 al 6% prevista dal Fondo Monetario Internazionale per il prossimo decennio.

Cina, rischio più grande è il problema del debito

Oltre ai dati demografici, Williams ha messo in evidenza uno dopo l’altro una serie di rischi che rischiano di modificare l’andamento di crescita della seconda economia più grande del mondo, primo fra tutti il problema del debito, Ma che il calo della forza lavoro e l’indebolimento della produttività.

Queste previsioni arrivano, all’indomani delle nuove stime rilasciate dal premier cinese Li Keqiang nel corso del Congresso nazionale del popolo, che ha comunicato l’obiettivo ufficiale di crescita economica quest’anno tra il 6,0 e il 6,5%. Si tratta della stima più bassa in quasi 30 anni.

Il calo dell’attività del settore manifatturiero preoccupa particolarmente gli analisti. L’andamento fiacco delle esportazioni, poi, rischia di subire ulteriori pressioni “anche si eviterà un’ulteriore escalation dei dazi“, secondo i calcoli di Julian Evans-Pritchard, senior economista cinese di Capital Economics.