Carte di credito, da Visa ad Amex messaggio al governo: “Basta con il mito dei costi” (VIDEO)

11 Novembre 2019, di Alessandro Chiatto

Il tema dei pagamenti digitali è salito alla ribalta, entrato anche nell’agenda politica e nella manovra 2020, con il governo che si è detto impegnato anche per la riduzione delle commissioni per i pagamenti.  Un tema che si è dibattuto anche al Salone dei Pagamenti di Milano e che ha visto i responsabili italiani dei circuiti dei pagamenti non particolarmente favorevoli a questa opportunità.

Troviamo molto positivo che nell’agenda governativa si parli di questo mondo e che si apra un dibattito“, spiega Maria Giovanna Di Feo, principal della società di consulenza Bain&Company.  “Può essere un volano positivo e un’occasione per sfatare alcuni falsi miti sulle commissioni, ad esempio.
Anche il contante ha dei costi, per il Sistema Paese la gestione del contante è di 10 miliardi di euro e solo per gli esercenti è di 3 miliardi. Le commissioni ci sono, è vero, ma la media italiana è di circa l’1%, in linea con gli altri Paesi. Si tratta di una buona occasione, quindi: speriamo ci siano più incentivi e meno mult
e”.

American Express, Visa e Mastercard: “Sfatiamo il mito delle commissioni”

Sono le case prodotto, ovviamente, quelle che verrebbero maggiormente colpite da una riduzione delle commissioni, che fanno eco a Di Feo su questo aspetto: “Il governo sta facendo un lavoro eccellente, l’agenda digitale è finalmente al centro del quadro politico”, sostiene Enzo Quarenghi, country manager di Visa.  “Dobbiamo sfatare un mito, però: le commissioni in Italia non è vero siano più care degli altri Paesi europei, dobbiamo sfatare un mito.
L’Italia ha commissioni in linea, se non più bassi della media europea. Ovviamente i circuiti fanno fronte a investimenti molto consistenti: per il Visanet ci sono 5 miliardi di euro solo per mantenimento e l’evoluzione. Anche a livello di sicurezza, l’anno scorso abbiamo sventato 25 miliardi di dollari di frodi. Tutto questo ha dei costi”.

 

“Noi accogliamo positivamente il fatto che il tema del cashless ha acquisito una centralità nel dibattito politico”, chiarisce Giovanni Speranza, direttore marketing di American Express. “Ora è venuto il momento che noi operatori stiamo al fianco del legislatore, suggerire e supportarlo in soluzioni di carattere strategico, più che di carattere tattico, come la discussione sulle commissioni.
Negli altri Paesi europei si è fatto di tutto tranne che regolamentare le commissioni e, come ha detto il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, potrebbe essere distorsivo in una situazione di libero mercato. Secondo noi, bisogna spostare l’attenzione sulle soluzioni strrategiche, come le misure per incentivare l’utilizzo della carta, ad esempio con programmi di cashback, quelli di loyalty e aiutare i merchant come attraverso il credito d’imposta per gli esercenti che il governo ha previsto”.