Cariverona, una fondazione attenta all’ambiente e al sociale  

11 Febbraio 2020, di Massimiliano Volpe

Da sempre le fondazioni sono un investitore molto sensibile alle tematiche della sostenibilità attraverso il finanziamento di iniziative orientate in questa direzione e a promuovere processi sostenibili di sviluppo del territorio. Non è da meno la Fondazione Cariverona. Ne abbiamo parlato con il direttore generale Giacomo Marino.

 

Dott. Marino, quali azioni sul territorio ha previsto la fondazione Cariverona per il 2020?

Le erogazioni previste per questo anno sono definite dal nostro nuovo piano triennale 2020-2022 che mette a disposizione risorse per 60 milioni di euro (circa 20 milioni all’anno). Abbiamo definito, ispirandoci ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs, Sustainable Development Goals), 3 obiettivi strategici che riguardano la protezione e cura dell’ambiente, la valorizzazione del capitale umano e l’innovazione sociale con al centro il benessere e la qualità della vita. In ciascun anno ci focalizzeremo in particolare su uno di questi tre ambiti.

 

Quale riscontro state ottenendo verso il territorio?

L’erogazione delle risorse avviene principalmente attraverso il meccanismo selettivo dei bandi al quale fa seguito un’attività di monitoraggio e valutazione. Stiamo lavorando sui territori agendo non solo come ente erogatore di risorse economiche, ma anche stimolando la creazione di reti e partnership, promuovendo percorsi di capacity building; condividendo conoscenze e buone pratiche. Il nostro interesse è contribuire a creare sistemi territoriali ad alto impatto.
In questo senso negli ultimi anni abbiamo contenuto il numero di progetti sostenuti, aumentando tuttavia la dimensione media delle risorse impegnate per singola iniziativa. Si pensi che nel 2016 l’importo medio erogato era di 94 mila euro mentre ora si attesta in media a 150 mila euro. Insistendo poi sulle reti e sul coordinamento il numero degli enti sostenuti non è stato penalizzato.

 

Come sono investiti gli attivi della fondazione?

La fondazione Cariverona vanta un attivo a prezzi di mercato per circa 1,75 miliardi di euro. Tra le principali partecipazioni quella più rilevante è rappresentata dalla quota detenuta nel capitale di Unicredit. A questa segue una quota detenuta in fondi comuni. Si tratta di due fondi dedicati multiasset uno gestito da Azimut e l’altro da Amundi. C’è poi un terzo fondo bilanciato globale di Blackrock.

Abbiamo poi una quota di liquidità che utilizziamo per investimenti tattici di breve periodo, circa 50 milioni di euro.

A questa seguono partecipazioni in società quotate per circa 40 milioni di euro e in società non quotate per circa 20 milioni di euro.

Inoltre abbiamo anche una componente legata agli investimenti immobiliari rappresentata da una quota diretta in immobili e da una partecipazione in un fondo immobiliare chiuso.

Infine nel mondo degli investimenti illiquidi abbiamo aumentato la nostra esposizione grazie a un nuovo fondo con Dea Capital, per il quale sono previsti richiami sino a 60 milioni di euro, per diversificare geograficamente anche al di fuori dell’Italia grazie a investimenti nel private debt, private equity e infrastrutture.

 

Che cosa ne pensate degli investimenti sostenibili?

Le nostre strategie e le politiche d’investimento rispondono all’esigenza di garantire un’adeguata redditività avendo cura di preservare nel tempo il valore economico del patrimonio. La gestione del patrimonio disponibile della fondazione è finalizzata ad assicurare le risorse necessarie per la realizzazione degli obiettivi istituzionali definiti annualmente.
In questo senso abbiamo avviato un percorso di analisi e di progressivo allineamento dei propri investimenti finanziari ai criteri ESG (Environmental social, governance), intendendo progressivamente integrare la considerazione delle problematiche ambientali, sociali e di governance anche nei processi di allocazione delle nostre risorse economiche. In questo momento stiamo osservando l’evoluzione dei prodotti del risparmio gestito che presentano un’elevata esposizione alle tematiche ESG.
In un’ottica di lungo periodo potremmo pensare ad un roll out del portafoglio in questa direzione tenendo sempre presente l’obiettivo che è quello di garantite un adeguata redditività del portafoglio.

 

Nel 2026 si terranno le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Siete coinvolti in questa manifestazione?

L’evento si svolgerà anche sul nostro territorio di riferimento che comprende le province di Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova. Al momento non abbiamo ricevuto sollecitazioni dirette. Se arrivassero all’interno dei bandi le valuteremo, considerando che tra gli obiettivi strategici del nostro piano triennale si prevede la protezione del territorio e la valorizzazione della socializzazione grazie anche allo sviluppo delle attività sportive.