Carife insolvente: “Faremo causa a Bankitalia”

19 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Così come Banca Etruria, anche la vecchia Carife è insolvente. Lo hanno reso noto i giudici del tribunale fallimentare di Ferrara, motivando la loro decisione di dichiarare lo stato di insolvenza della banca che, così come Banca Etruria, CariChieti e Banca Marche, è stata salvata dallo stato con decreto.

Ben 467 milioni di euro: sono i debiti che Carife ha accumulato. Ora che è stato dichiarato lo stato di insolvenza dell’istituto, si è creato il presupposto per il fallimento.

Intanto arriva la notizia della decisione di un avvocato, che rappresenta diversi risparmiatori che hanno perso tutto quanto accumulato, in quanto o azionisti o detentori di obbligazioni subordinati di Carife, di fare causa a Bankitalia.

Lo riporta la stampa locale, segnalando le dichiarazioni dell’avvocato di Ferrara Riccardo Ziosi, che ieri ha incontrato i risparmiatori Carife.

A chi farei causa? Io la farei alla Banca d’Italia. Studierò personalmente se ci sono i presupposti, se si voglia procedere in tal senso”. E ancora: “Il fatto che poi sia un gigante, che in cent’anni non ha mai perso una causa, è un altro discorso”. Tra l’altro “la gestione commissariale della Banca d’Italia, secondo il mio parere, è stata una gestione che peggio di così non poteva andare. In quel periodo la Carife ha perso clientela, ha perso quantità di denaro ma soprattutto chi l’ha gestita in quel periodo ha depauperato il capitale sociale, che da 164 milioni di euro è passato a 11 milioni di euro, in 2 anni”.

Continuando, l’avvocato sottolinea: “L’impegno era quello di ridare soldi agli obbligazionisti, invece non è stato fatto. Adesso ci si rende conto che il decreto del 22 novembre ha fatto solo danni. Quattro banche sono fallite, tante altre sono in crisi, 11 banche sottoposte a commissariamento, è notizia dell’altro giorno, sono state salvate. Le hanno salvate. È stata fatta una scelta politica”.

Parlando di come l’intera vicenda sia stata gestita, Ziosi fa notare anche che:

per ora l’unica soluzione prospettata è stata quella dell’arbitrato, che mette 100 milioni di euro a fronte di obbligazioni per 584 milioni di euro. Non si capisce perché quello che è possibile in altri Stati d’Europa – come Spagna, Portogallo, Germania – in Italia non sia possibile. Detto che 600 milioni di euro non sono tanti. La possibilità di salvare queste 4 banche è possibile, non costa nemmeno tanto, è una scelta politica”.

Intanto dalla dichiarazione di insolvenza emerge che a provocare il dissesto dei conti della vecchia CariFe è stata una situazione  pregressa al commissariamento, che ha prodotto una perdita lorda di 376 milioni nel periodo 1 gennaio 2013-31 marzo 2015, sulla scia anche delle svalutazioni che sono state effettuate e che hanno interessato i comparti del credito e delle partecipazioni.