Roma, raffica dimissioni. Raggi piange, il golpe e Di Maio: “Tutti contro”

2 Settembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Dimissioni a raffica, sconcerto e preoccupazione per il futuro di Roma, capitanata da un sindaco e da una giunta travolta quotidianamente da varie, continue polemiche. Il Corriere della Sera parla di golpe contro l’ormai ex capo di ganinetto Carla Raineri. Il quotidiano La Repubblica, nell’indagare sui motivi che hanno portato alle dimissioni del capo di gabinetto Carla Raineri e dell’assessore al bilancio Marcello Minenna, ma anche dei vertici dell’Atac, l’azienda di trasporto pubblico capitolina – il direttore generale Marco Rettighieri e l’amministratore unico Armando Brandolese – così come dell’amministratore unico di Ama, Alessandro Solidoro, scrive che Raggi non regge la tensione delle ultime ore.

“Mentre cerca di spiegare perché ha scelto ancora una volta di difendere i suoi fedelissimi e abbandonare il lavoro di persone come il capo di gabinetto Carla Raineri e l’assessore al Bilancio e alle Partecipate Marcello Minenna, le labbra di Virginia Raggi hanno un fremito. Un’incertezza nella voce che si fa acuta, poi scompare. Arrivano le lacrime. Il crollo. È in riunione in Campidoglio con quel che rimane della giunta e con la sua maggioranza, la sindaca. “Quelli che teme di più – raccontano ai vertici del Movimento – sono proprio i consiglieri comunali. Sono loro che possono toglierle la fiducia. Non il minidirettorio. Non lo staff, che avrebbe dovuto supportarla e che ora è tutto contro di lei”.

Ed è caos totale non solo a Roma, la cui giunta perde pezzi di rilievo, come gli incarichi di capo gabinetto e di assessore al bilancio, ma anche dal M5S, dove si consuma una guerra intestina che travolge proprio un movimento su cui diversi italiani e romani hanno riposto le speranze, stufi dei partiti tradizionali.

Luigi Di Maio cerca di fare da collante di un M5S spaccato.

“Oggi (ieri per chi legge) a Roma abbiamo avuto le dimissioni del Capo di gabinetto, di un assessore, dei vertici Atac e Ama. Tutti parlano di caos e bufera su Roma, parlano di fallimento, dicono che Virginia Raggi se ne dovrebbe andare. Io dico soltanto una cosa: questo è solo l’inizio, chi pensa che governare Roma sia una cosa semplice ha sbagliato totalmente linea di pensiero. Governare Roma è un atto di coraggio che ci siamo assunti dopo che tutti gli altri partiti l’hanno distrutta”.”Domani – aggiunge il vice presidente della Camera – nominiamo il nuovo assessore, il nuovo capo gabinetto, nomineremo i nuovi vertici delle aziende e andiamo avanti. Noi a Roma vogliamo cambiare tutto, l’abbiamo promesso e lo faremo”.

Ancora Di Maio:

“Noi avremo tutti contro, in due mesi ci siamo messi contro le lobby“, compresa quella delle “Olimpiadi, loro vogliono il nostro fallimento. Venderanno cara la pelle per farci perdere Roma. Insediatasi Raggi, dal secondo giorno ci accusano di non risolvere i problemi che loro hanno creato negli ultimi 30 anni. E questo vale per Roma, Torino e altri comuni governati dal M5S. Da domani nominiamo i nuovi vertici di Ama e Atac, il nuovo capo di gabinetto e l’assessore al Bilancio, ringraziamo Minenna e Raineri e andiamo avanti, perché noi a Roma vogliamo cambiare tutto e lo faremo“.

Ma in che modo si è consumata la tragedia romana? Il caos della giunta sarebbe partito dai diversi pareri sulla regolarità o meno della magistrata Carla Raineri, con le opposizioni che hanno subito affermato che la carica di capo di gabinetto avrebbe dovuto essere decisa con un bando, e non a chiamata diretta. Raggi avrebbe chiesto un parere all’Anac, come scriverà lei stessa in un post su Facebook:

“Trasparenza. È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla Giunta. Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza: il ‘palazzo’ deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro. Questo è il M5S”. Così, “sulla base di due pareri contrastanti ci siamo rivolti all’Anac che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina della dottoressa Carla Romana Raineri a capo di Gabinetto va rivista in quanto la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l’articolo 90 Tuel” e l’applicazione, al caso di specie, dell’articolo 110 Tuel è da ritenersi impropria”. “Ne prendiamo atto e conseguentemente, sarà predisposta l’ordinanza di revoca”, conclude Raggi che pubblica su Facebook l’intero parere dell’Autorità.

Intanto Marcello Minenna, il dirigente Consob che si è dimesso da assessore al Bilancio del Comune di Roma, scrive sul social network. “In questo breve tempo sono stati raggiunti alcuni importanti punti di programma del Movimento 5 Stelle di Roma, quali lo scongiurare l’aumento delle tariffe dall’acqua, il gettare le basi per la chiusura degli sportelli di Equitalia in Roma e tanti altri che ho riassunto nelle tabelle che pubblico”. Poi
Minenna posta sempre su Facebook un articolo di Sergio Rizzo del Corriere della Sera, scrivendo: “Per chi chiedeva i motivi delle dimissioni: buona lettura”. Secondo l’inviato di via Solferino, ci sarebbe una vera e propria guerra sulla gestione delle società partecipate del comune sullo sfondo del “putsch” che ha fatto tremare il Campidoglio nel primo giorno di settembre.

“La verità è che (Minenna) con Virginia Raggi non si sono mai presi, fin dall’inizio. Quando gli propongono il posto di assessore al Bilancio chiede di avere intorno persone di assoluta fiducia. Carla Romana Raineri. Gli rispondono picche e Minenna dichiara pubblicamente la propria indisponibilità. Poi succede qualcosa. Circolano addirittura voci di un intervento di Beppe Grillo. Alla fine Minenna accetta l’incarico, ma Virginia Raggi deve accettare il magistrato Raineri. È la condizione irrinunciabile che pone lui”.

Poi, però, succede qualcosa. Si parla di golpe contro Carla Romana Raineri, che il Corriere della Sera descrive come “una signora di 61 anni che nella vita qualcosa ha fatto. Magistrato della Corte d’appello di Milano, ha aiutato il commissario straordinario di Roma Francesco Paolo Tronca nei difficili mesi del dopo Ignazio Marino. E tutto si poteva aspettare tranne che di essere convocata nell’ufficio della giovane sindaca di Roma, l’avvocato Virginia Raggi, per sentirsi dare il benservito. Non è più il capo di gabinetto. A quell’ora, poi: le 23 . Troppo. Anche per il modo”.

Regista del benservito sarebbe Raffaele Marra, 44 anni. Quando si profila la nomina (di Carla Raineri) a capo dello staff scoppia un caso. Il Corriere continua:

“Il contrasto fra le due anime del Movimento, quella più vicinza alla destra che sostiene Virginia Raggi e quella che la destra invece la guarda in cagnesco, esplode. E si capisce perché. Marra non è esattamente il nuovo che avanza: ha servito il Comune di Roma con la giunta di Gianni Alemanno e la Regione Lazio di Renata Polverini. Due targhe capaci di proiettare la sua figura in un ambito politico ben preciso, che nell’epoca Alemanno-Polverini non ha certo regalato stagioni indimenticabili. Proprio sulla scrivania del presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone piove una lettera con la quale il Comune di Roma chiede lumi sulla compatibilità di Carla Raineri, che fra l’altro ha pure la delega per la lotta alla corruzione. La lettera è firmata Virginia Raggi, ma l’ha scritta il vice di Carla Raineri: Marra. Chi l’ha letta giura che, per come il quesito è formulato, la risposta negativa di Cantone è scontata. Carla Raineri ci mette un minuto per capire che l’hanno voluta far fuori. Il putsch è riuscito. Fuori Minenna, fuori Carla Raineri, fuori Rettighieri e l’amministratore Brandolese, fuori anche Solidoro. Cinque in un colpo solo: e non cinque scartine. Il capo di gabinetto, l’assessore al bilancio e i capi delle due aziende più sensibili. Non si ricorda un precedente simile neppure nei momenti più bui e durante le peggiori amministrazioni della città. E per di più, dopo appena due mesi dall’insediamento della giunta. Con modalità che riportano alla mente i metodi dei tanto vituperati partiti che il Movimento 5 stelle si propone di far dimenticare”.