Canone Rai in bolletta. Il governo insiste, ma rimanda la questione

26 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Riforma del canone Rai, tutto rimandato. “La riflessione in atto – fanno sapere fonti vicine al premier – è strategica ma appare improbabile che l’ipotesi di mettere il canone in bolletta possa maturare entro questa legge di stabilità visti i tempi tecnici troppo stretti”.

La questione dell’inserimento del canone Rai in bolletta è finita subito nell’occhio del ciclone, alimentando una serie di polemiche e proteste. Oltre alle spaccature in seno alla maggioranza di governo, il rinvio della riforma è dovuto anche alla contrarierà delle aziende di fornitura di energia.

Palazzo Chigi ribadisce l’obiettivo di “ridurre e semplificare il canone Rai”, ma la riforma appunto non è nella Legge di Stabilità. Probabile invece un decreto ad hoc all’inizio del 2015.

Il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle telecomunicazioni Antonello Giacomelli spiega: “Si tratta di capire come introdurre qualche punto di equità. C’è chi dice che potremmo incrociare i dati del reddito, e legare il canone all’Irpef, io sono un po’ perplesso su questa possibilità. Legato all’Irpef mi pare molto più complesso e farraginoso”.

L’importo ipotizzato sarebbe quasi dimezzato rispetto agli attuali 113,50 euro. “Si pagheranno 60, 65 euro? E’ una cifra plausibile. Certamente pagheremo molto meno”, ha assicurato Giacomelli, escludendo il pagamento sulle seconde case.

L’inserimento del canone nella bolletta ha lo scopo di ridurre l’evasione, che attualmente si aggira intorno ai 600 milioni di euro, con un gettito previsto è di 1,7 miliardi (1,8 con il canone speciale), in linea con quello attuale, ma con un importo ridotto.

L’intervento non piace al Nuovo Centrodestra che si dice pronto a dare battaglia, mentre le associazioni dei consumatori annunciano già ricorsi.

“Il canone in bolletta non si può mettere”, è il titolo perentorio di un post sul blog di Beppe Grillo.

Intanto, sulla riforma della governance Rai, stamattina si è riunito il gruppo Pd, con i sottosegretari Giacomelli e Luca Lotti, oltre ai capigruppo Pd alle Camere, Luigi Zanda e Roberto Speranza, e ai membri della Vigilanza Salvatore Margiotta e Vinicio Peluffo.

L’obiettivo è arrivare ad approvare entro la scadenza del prossimo cda in primavera, o comunque entro il 2015 con una possibile proroga degli attuali vertici, un disegno di legge che trasformi la natura della Rai eliminando i lacci legati all’equiparazione ad un ente pubblico, introduca la figura dell’amministratore delegato e riveda composizione, funzioni, oltre che meccanismi di nomina del cda, assicurando indipendenza dalla politica.

“Oggi è iniziata una serie di incontri del gruppo parlamentare del Pd con esponenti governativi del Pd – ha spiegato Zanda -. Abbiamo deciso di rivederci settimanalmente con un programma serrato”.

Intanto sulla Stampa Paolo Baroni scrive: “Certamente inserire il Canone Rai nella bolletta elettrica può essere il modo per sradicare una volta per tutte l’evasione, tra le più alte, della tassa di concessione televisiva. Peccato però che da punto di vista organizzativo, tecnico e persino giuridico l’operazione si presenti alquanto complessa. Innanzitutto c’è il problema delle società elettriche che non intendono fare la parte degli esattori, e se anche fosse pretendono di vedere riconosciuto questo lavoro. Poi c’è l’Authority dell’energia, che tra l’altro ha riformato proprio da poco la struttura delle bollette elettriche, per renderle più chiare e trasparenti, che sostiene che quella prospettata dal Governo (senza per altro consultarsi con l’Autorità stessa, non si capisce perché?) è difficile se non impossibile”.

Ancora, nell’articolo del quotidiano: “E poi, di fondo, c’è una questione giuridica. Da tariffa per la fruizione di un servizio pubblico in regime di monopolio, il canone Rai, spiegava nei giorni scorsi l’Istituto Bruno Leoni in un suo editoriale, è diventato una vera e propria imposta pagata sulla presunzione del possesso di un televisore. Indipendentemente dal fatto che quel televisore venga usato per guardare i programmi Rai, che il canone finanzia. E se adesso lo si infilasse davvero in bolletta “il canone diventerebbe un vero e proprio mostro giuridico”. (Lna)