Società

Campagna elettorale record: spesi oltre sei miliardi di dollari

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New York – I numeri definitivi non sono ancora disponibili. Una cosa tuttavia appare certa, le elezioni presidenziali Usa del 2012 segnano un record: sono state le più costose della storia. Dall’inizio della campagna elettorale il presidente Barack Obama ha raccolto oltre un miliardo di dollari, il suo sfidante repubblicano Mitt Romney appena poco di meno.

Ma il totale della spesa, secondo l’ultima stima dell’istituto di ricerca indipendente Center for Responsive Politics, sarà di oltre sei miliardi. Una cifra che supera di ben 700 milioni di dollari i 5,3 miliardi spesi per le elezioni del 2008. Il dato si riferisce alla campagna elettorale nel suo complesso, compresi i fondi raccolti dai rispettivi partiti e dai SuperPac, i comitati elettorali che hanno sostenuto Obama e Mitt, che dal 2010 hanno diritto di raccogliere fondi senza limiti.

Molto tempo della campagna è stato così quest’anno dedicato ad eventi per la raccolta di fondi. Obama ha ampiamente superato Romney nelle piccole donazioni, con oltre due milioni di piccoli donatori che hanno versato nelle casse della sua campagna oltre 427 milioni di dollari.

La differenza principale tra i due contendenti è stata rappresentata dalla fonte dei fondi: mentre l’ex governatore del Massachusetts ha puntato soprattutto sui big di Wall Street, Obama ha fatto affidamento sulla Silicon Valley, sull’industria di Hollywood e sul microcredito, tanto che circa il 55% dei fondi raccolti sono arrivate da donazioni sotto i 200 dollari.

Il titolo di maggior contribuente alla corsa repubblicana è andato al magnate dei casino’ di Las Vegas Sheldon Adelson, che ha staccato un assegno di oltre 40 milioni di dollari ai SuperPac del Partito Repubblicano. Andelson è solo il primo di una lunga lista di miliardari che, per diverse ragioni e interessi ha scommesso sul candidato repubblicano.

Tra i donors più famosi spiccano inoltre Donald Trump. E ancora, i fratelli David e Charles Koch, tra i principali finanziatori del Tea Party e proprietari del gruppo petrolchimico Koch Industries.
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Al di fuori dei SuperPac, Romney ha goduto del supporto incondizionato dalla lobby di Wall Street. Goldman Sachs, JpMorgan, Citigroup, Bank of America, Morgan Stanley – il gotha della finanza americana che nella prima corsa alla Casa Bianca ha costituito per Obama la seconda fonte di risorse finanziarie – hanno donato oltre 3 milioni di dollari a Romney, diventandone i primi finanziatori individuali.

Le ragioni del voltafaccia delle banche vanno ricercate nella riforma dei mercati varata da Obama; i vertici della banca d’affari non hanno gradito di non essere stati consultati prima dell’entrata in vigore della legge Dodd-Frank. E in particolare della Volcker Rule, una misura che pone limiti alle attività speculative degli istituti finanziari.

Per contattare l’autore: mariangela@wallstreetitalia.com