Calenda e sindaci ai tedeschi: aiutateci come voi siete stati aiutati dopo la guerra

31 Marzo 2020, di Alberto Battaglia

Una cordata bipartisan che va da Carlo Calenda (eurodeputato, Azione!), a Giovanni Toti (presidente Regione Liguria, Cambiamo), passando per Stefano Bonaccini (presidente Regione Emilia-Romagna, Pd), ha acquistato una pagina del noto quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung per lanciare un messaggio a Germania e Olanda: riconsiderate la vostra opposizione ai coronabond.
Firmatari del documento pubblicato sulla Faz sono stati anche alcuni sindaci: Giuseppe Sala (Milano), Giorgio Gori (Bergamo), Luigi Brugnaro (Venezia), Marco Bucci (Genova) e Virginio Merola (Bologna).

Per convincere i tedeschi a ripensarci, il messaggio, tradotto in italiano anche sul profilo Twitter di Calenda, va a rivangare la solidarietà che la Germania ricevette in termini di ristrutturazione del debito negli anni del secondo dopoguerra.
Allora, 21 Paesi fra cui l’Italia consentirono alla Germania di “dimezzare il debito e dilazionare i pagamenti”… “il debito della Germania dopo il 1945 era di 29,7 miliardi di marchi di allora. La Germania non avrebbe mai potuto pagare”, si legge nella lettera.

Insomma, “cari amici tedeschi, la memoria aiuta a prendere le decisioni giuste”.

Ma è ancor di più l’Olanda ad essere stata bersaglio delle critiche, per via delle condizioni fiscali particolarmente vantaggiose sui redditi delle società che “sta sottraendo da anni risorse fiscali da tutti i grandi Paesi europei.
A farne le spese sono i nostri sistemi di welfare e quindi i nostri cittadini più deboli”. Quello dell’Olanda viene definito come un “esempio di mancanza di etica e solidarietà”.

La scorsa settimana nove paesi dell’Unione Europea, tra cui Italia, Francia e Spagna, hanno chiesto l’emissione di debito congiunto per finanziare la ripresa economica dopo lo shock dovuto al coronavirus.
Non si tratterebbe di mettere in comune il debito pregresso dei vari membri. Ciononostante Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Austria hanno espresso parere opposto all’iniziativa, mantenendo un atteggiamento in linea con le reticenze del passato.