Calcolo pensioni Quota 100, la simulazione

30 Agosto 2019, di Alessandra Caparello

Una mini riforma previdenziale è quella che introdotta nel 2019 con Quota 100, ossia l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti coloro con almeno 38 anni di contributi e un’età anagrafica minima di 62 anni, senza penalizzazioni sull’assegno.

Quota 100: cosa prevede

Quota 100 è una misura sperimentale in vigore per il triennio 2019-2021 e in sostanza prevede la possibilità di andare in pensione anticipata al raggiungimento di quota 100, vale a dire 62 anni di età anagrafica e 38 anni di anzianità contributiva. La quota 100 non prevede alcuna penalità nel calcolo della pensione e non ci sono limitazioni relative alla tipologia di contributi che si possono utilizzare, per cui valgono anche quelli accreditati. Quota 100 quindi non è altro che la somma tra l’età anagrafica e gli anni di contributi che hai versato.

Calcolo pensione quota 100

Con quota 100 si può andare in pensione prima dei 67 anni come previsto in via generale. Con l’aumento delle speranze di vita, infatti, in futuro l’età minima per la pensione di vecchiaia salirà progressivamente fino a 70 anni. Se nel 2019 avrai compiuto 62 anni e avrai versato contributi per ben 38 anni, allora potrai andare in pensione.

Per il calcolo della pensione non ci sono differenze rispetto alle normali regole della pensione anticipata e la quota 100 non prevede alcuna penalità nel calcolo della pensione. Le casistiche fondamentali in cui si possono trovare i lavoratori che chiedono la quota 100 sono tre: anzianità contributiva pari ad almeno 18 anni al 31 dicembre 1995 e in tal caso, si mantiene il diritto al calcolo retributivo per le annualità fino al 2011 mentre dal primo gennaio 2012 scatta comunque il calcolo contributivo; anzianità contributiva inferiore ai 18 anni al 31 dicembre 1995 e in questo caso, si calcola la pensione con il sistema misto; nessun contributo versato prima del 31 dicembre 1995  e in tal caso la pensione è interamente contributiva.