Buoni pasto tra digitalizzazione e sostegno all’economia

28 Febbraio 2022, di Massimiliano Volpe

Da sempre i buoni pasto sono uno dei benefit aziendali più apprezzati e consentono a imprese e professionisti di avere un servizio sostitutivo di mensa presso gli esercizi affiliati, permettendo allo stesso tempo di accedere a numerosi benefici fiscali.

Negli ultimi due anni gli italiani hanno accelerato il loro grado di digitalizzazione, complice la pandemia, e anche il mondo dei buoni pasto ha colto questa tendenza. Tanto che oltre al tradizionale formato cartaceo sono sempre più diffusi anche quelli digitali, che vengono caricati su una tessera e sono utilizzabili anche tramite app. Un trend alimentato anche dalla decisione presa dal governo nel 2020 di aumentare la deducibilità dei buoni pasto digitali da 7 a 8 euro e di ridurre allo stesso tempo quella dei buoni cartacei da 5,29 euro a 4 euro con riflessi positivi per aziende e sistema paese.

Buoni pasto digitali

La diffusione dei buoni pasto digitali sta crescendo rapidamente. Rispetto ai tradizionali buoni cartacei, quelli in formato elettronico garantiscono costi di transazione più bassi per tutta la filiera e un impatto minore sull’ambiente.

Come spesso accade la digitalizzazione apre le porte anche a numerose opportunità. Ad esempio, gli utilizzatori dei buoni pasto digitali emessi da Edenred possono beneficiare di una partnership esclusiva con TripAdvisor per trovare il locale più adatto alle proprie esigenze e accedere a promozioni e sconti riservati dal portale Edenred For You, per acquistare prodotti e servizi offerti da brand di eccellenza.

In questo senso si inserisce anche l’iniziativa Edenred Restart, nata per incentivare la migrazione al digitale e incrementare il potere d’acquisto di chi utilizza i ticket restaurant e che consente ai beneficiari dei buoni pasto di usufruire di offerte dedicate, ricevendo codici promozionali da utilizzare presso i partner della rete convenzionata che hanno aderito al progetto.

Inoltre, non da ultimo, il formato elettronico aiuta la diffusione di una cultura digitale migliorando di conseguenza l’efficienza del sistema economico riducendo anche l’evasione fiscale.

Buoni pasto e smartworking

Grazie alla digitalizzazione, oltre a garantire la pausa pranzo delle persone in ufficio, i buoni pasto sono in grado di incentivare e supportare efficacemente anche le nuove abitudini di lavoro come lo smartworking e il remote working. I buoni pasto possono essere riconosciuti anche a chi svolge le proprie funzioni professionali senza essere presente in azienda. Questo riconoscimento è diventato di fondamentale importanza soprattutto in seguito alla rapida diffusione del “lavoro ibrido” durante la pandemia.
Lo stesso Ministero del Lavoro, con il Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile datato 7 dicembre 2021, ha focalizzato l’attenzione sulla parità di trattamento tra chi lavora in presenza e chi opera fuori dall’ufficio.

Buoni pasto e stile di vita

Oltre a rappresentare il primo gradino di welfare aziendale, secondo numerose ricerche i buoni pasto tendono ad avere un’influenza positiva sulle persone che svolgono un’attività lavorativa. Innanzitutto, grazie alla libertà di scelta al momento del pranzo, i buoni pasto consentono di avere uno stile di vita più salutare e ottenere un miglioramento della produttività. Proprio grazie a questi elementi una ricerca dell’Istat ha evidenziato che chi riceve buoni pasto è stimolato ad avere anche una vita più dinamica come andare al cinema, a concerti, fare sport o recarsi a cena con parenti o amici.

Buoni pasto e benefici fiscali

Quando si parla di buoni pasto non devono essere trascurati nemmeno i benefici fiscali che sono molteplici per tutti gli attori coinvolti. In particolare:

  • per le aziende: voucher 100% deducibili e Iva detraibile al 4%,
  • per i liberi professionisti e le ditte individuali: voucher deducibili al 75% e Iva detraibile al 10% fino a un importo massimo pari al 2% del fatturato,
  • per gli utilizzatori: il buono pasto è più conveniente di un’indennità di mensa e non costituisce reddito di lavoro dipendente, fino all’importo complessivo per persona al giorno di 8 euro per il formato elettronico e 4 euro per il formato cartaceo.

Buoni pasto ed esercenti convenzionati

Il settore dei buoni pasto rappresenta un’opportunità anche per gli esercenti convenzionati. Secondo una ricerca Sda Bocconi i ticket restaurant contribuiscono in modo rilevante alla crescita della filiera della produzione alimentare e della ristorazione. Basti pensare che il controvalore complessivo dei buoni emessi in Italia ammonta a circa 2,5 miliardi di euro, dando un forte contributo alla piccola ristorazione come bar, piccole trattorie, gastronomie, rosticcerie ma anche agriturismi, per un sostegno a produzioni “km zero” e di qualità.
Un sostegno di non poco conto che contribuisce alla ripresa del Sistema Paese nel post pandemia e alla crescita dei principali indicatori economici.

Insomma, i buoni pasti sono uno strumento win–win in grado di mettere d’accordo proprio tutti.