Bundesbank, industria tedesca rallenta e crescita ristagna

21 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’economia tedesca ha dato segni di stagnazione negli ultimi mesi a causa del rallenamento del settore industriale, condizionato dal clima di incertezza sul piano geopolitico ed economico. E’ l’analisi formulata dalla Bundesbank nel rapporto mensile in cui segnala come “l’industria ha ingranato una marcia bassa”.

In particolare, l’attività nel settore delle costruzioni è scesa tra aprile e giugno dopo la netta ripresa dei mesi precedenti. La Bundesbank evidenzia poi l’effetto negativo causato dalle tensioni in Medio Oriente e in Ucraina, ma anche le ripercussioni negative dei ‘ponti’ provocati da alcune festivita’ che hanno ridotto la settimana lavorativa.

Nel secondo trimestre l’economia della Germania potrebbe essere rimasta al palo, e’ questa l’analisi del Bollettino mensile della Bundesbank. ”L’economia tedesca ha perso velocita’ nei primi due mesi di primavera, il Pil reale non ha mantenuto lo stesso ritmo del primo trimestre”, e’ scritto nel Bollettino.

La Buba ritiene che la frenata registrata nell’industria e nelle costruzioni possa essere stata compensata dall’espansione in corso nel settore dei servizi. Nei primi tre mesi di quest’anno il Pil della Germania e’ aumentato dello 0,8% su base congiunturale e del 2,3% su base annuale.

Il Fondo monetario internazionale ha invece alzato le stime di crescita per la Germania anche se ha avvertito: un aumento delle tensioni tra l’Occidente e la Russia potrebbe pesare sull’economia del Paese guidato dal cancelliere Angela Merkel. Per quest’anno a Berlino è atteso un Pil in aumento dell’1,9% e non più dell’1,7% come calcolato in precedenza dal Fondo.

Per il 2015 è atteso un +1,7%, lo 0,1% in più di quanto previsto in passato. Il governo tedesco si aspetta una crescita dell’1,8% nel 2014 e del 2% l’anno prossimo. Nel suo Articolo IV – pubblicato oggi ma messo a punto prima di giovedì scorso, quando un aereo della Malaysia Airlines è stato abbattutto nell’Est dell’Ucraina presumibilmente dai separatisti pro-Russia – l’istituto di Washington sostiene che “la Germania ha fondamentali forti, un bilancio in salute, una posizione fiscale solida e una disoccupazione storicamente bassa. Tutto ciò, insieme a condizioni finanziarie accomodanti e a un mercato del lavoro robusto, ha sostenuto la ripresa”.

Nel rapporto tuttavia il Fondo spiega che “le prospettive di crescita nel medio termine restano limitate da un contesto internazionale ancora debole, dall’incertezza su costi energetici futuri e dai cambiamenti demografici”. Inoltre, “un aumento delle tensioni geopolitiche tra Ucraina e Russia potrebbe colpire la Germania…nello scenario in cui le tensioni portino a interruzioni di forniture energetiche, la Germania sarebbe fortemente condizionata per via della sua pesante dipendenza dal petrolio russo e in particolare dal gas”.