BTp, ripresa record: tassi a 2 anni giù di 80 punti base

28 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

Lo aveva detto qualche mese fa il numero uno della Bce Mario Draghi  secondo cui le parole hanno creato dei danni. Il riferimento era al governo italiano e allo spread con i tassi di interesse saliti per le famiglie e per le imprese. E la riprova si è avuta nelle ultime settimane.

Dopo il balzo dei tassi e quindi degli interessi che il Tesoro italiano dovrà sborsare per finanziarsi sui mercati, con la piccola apertura attuata da Luigi Di Maio e Matteo Salvini sulla manovra, si è verificato un netto calo di rendimenti e spread. Che sono passati dai massimi ai minimi dell’ultima settimana. Un calo record di ben 80 punti base in una manciata di giorni.

In particolare a beneficiare dell’allentamento della tensione tra Roma e Bruxelles sui conti pubblici è stato il BTp a due anni che è passato dai massimi dell’ultima settimana di 1,45% ai minimi di lunedì a 0,65%. È sui Btp a scadenza biennale, scrive Andrea Franceschi sul Sole 24 Ore, che si sta scaricando il grosso della volatilità legata al rischio sovrano.

Il picco si è toccato in particolare nei momenti di massima tensione del 29 e 30 maggio quando lo scontro istituzionale tra i partiti e il Quirinale sul nome di Paolo Savona per il ministero del Tesoro provocò una fiammata record dei Btp a 2 anni balzato, nel giro di due sedute, dallo 0,3 al 2,4 per cento.

Da qui gli analisti di Ubs hanno consigliato di fare incetta di Btp.

Se prima rendimenti e spread sovrastimavano i pericoli legati alla situazione italiana, ora il rapporto rischio rendimento sui attesta su livelli più ragionevoli.