Btp: effetto-S&P dura poco, rendimenti chiudono in rialzo

26 Ottobre 2020, di Alberto Battaglia

Si è esaurito nel giro di una giornata l’effetto benefico sui Btp apportato dal miglioramento dell’outlook da parte dell’agenzia di rating S&P. Dopo il giudizio inatteso emesso venerdì sera (outlook portato da “negativo” a “stabile”), i rendimenti dei titoli di stato decennali hanno avvicinato i minimi storici questa mattina (26 ottobre), essendosi portati a un tasso dello 0,674% (il minimo record è al 0,634%).

In seguito, però, complici le preoccupazioni sull’andamento dei contagi che hanno caratterizzato tutta la giornata finanziaria di oggi, i rendimenti si sono riportati a quota 0,74%, con un rialzo dell’1,16% rispetto all’apertura di giornata.

E’ legittimo immaginare, tuttavia, che senza l’assist da parte di S&P i rendimenti sarebbero potuti crescere anche di più, viste le crescenti preoccupazioni sui possibili effetti che avrebbe un nuovo blocco (ancorché parziale) dell’economia.

Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio la seconda ondata del Covid-19 potrebbe costare al Pil del quarto trimestre “da circa tre punti percentuali, in uno scenario meno sfavorevole, a otto punti nello scenario maggiormente avverso” con un impatto per il complesso del Pil 2020 “da uno a due punti percentuali”, benché gli effetti sarebbero maggiori sulla variazione percentuale del 2021 in quanto il quarto trimestre ha un impatto statistico più forte sulle dinamiche dell’anno successivo”.

Equita: le ragioni del miglioramento dell’outlook

“Secondo S&P il peggioramento dei conti pubblici dovuti agli effetti della pandemia è bilanciato” da tre fattori, ha spiegato Equita Sim in una nota di commento al giudizio dell’agenzia di rating. Nell’ordine si tratta: “a) della risposta introdotta dalla Bce, tramite il programma di acquisto pandemico (PEPP – € 1.35trn o 11.3% del PIL Ue) e le nuove aste TLTRO, b) dall’azione del Governo con l`introduzione di misure fiscali straordinarie (che valgono il 6.1% del PIL 2020) e un budget 2021 pro-crescita, e c) dalle istituzioni europee tramite il lancio del Recovery Fund, destinato ad erogare fino al 12.7% del PIL nazionale in prestiti e contribuiti all’Italia nel corso dei prossimi 4 anni”.
Secondo S&P, ha spiegato Equita, “queste misure pongono le basi per un sostegno alla crescita economica tale da poter invertire il trend di deterioramento dei conti pubblici”.

Nelle parole dell’agenzia di rating, la combinazione degli interventi europei, gli acquisti di titoli della Bce e il Recovery Plan, “offrono alle autorità italiane l’opportunità di riavviare la crescita economica e invertire il deterioramento”. I conti, tuttavia, potrebbero richiedere un precoce riesame alla luce della recrudescenza della pandemia.
Oggi i nuovi contagi in Italia sono stati 17.012, con una percentuale di positivi al 13,6% rispetto ai tamponi effettuati.