BTP Italia: nuova emissione dal 14 novembre. Conviene?

20 Ottobre 2022, di Alessandra Caparello

Da lunedì 14 a giovedì 17 novembre 2022 si terrà una nuova emissione del BTP Italia, il titolo di Stato indicizzato al tasso di inflazione nazionale pensato per il risparmiatore. Così rende noto oggi il Mef secondo cui le caratteristiche del titolo sono sostanzialmente in linea con quelle delle precedenti emissioni. Il nuovo BTP Italia avrà una durata di 6 anni ed è previsto un premio fedeltà pari all’8 per mille per coloro che acquistano il titolo all’emissione e lo detengono fino a scadenza, nel 2028.

Le caratteristiche del nuovo BTP Italia

Come di consueto, il titolo sarà collocato sul mercato in due fasi: la prima fase si svolgerà da lunedì 14 a mercoledì 16 novembre, salvo chiusura anticipata, e sarà riservata esclusivamente ai risparmiatori individuali e affini (il cosiddetto mercato retail); la seconda fase avrà luogo nella mattinata del giorno 17 novembre e sarà riservata solo agli investitori istituzionali. I tassi minimi garantiti saranno comunicati venerdì 11 novembre.

Come per le precedenti emissioni, i risparmiatori retail potranno sottoscrivere il BTP Italia ovunque detengano un conto titoli, in banca o presso gli uffici postali anche utilizzando il proprio home banking se abilitato alle funzioni di trading.

Il collocamento avverrà sulla piattaforma elettronica MOT (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana) attraverso le seguenti banche dealer: Intesa Sanpaolo e Unicredit.

Tutte le comunicazioni ufficiali sul BTP Italia, le FAQ, la scheda informativa e la nota tecnica per gli operatori saranno resi disponibili sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze e sul sito del Dipartimento del Tesoro alla sezione Debito Pubblico. Il Mef ricorda infine che sarà inoltre possibile chiedere supporto e informazioni direttamente agli uffici del Dipartimento del Tesoro (MEF) via e-mail.

Conviene investire nel Btp Italia?

Questa la domanda che si pongono in molti. I BTP Italia sono i primi titoli di Stato indicizzati all’inflazione italiana, con cedole semestrali e durata pari a 4 5, 6 e 8 anni, pensati soprattutto per le esigenze dei risparmiatori e degli investitori retail.

Sono dei titoli di Stato pensati principalmente per i risparmiatori, che prevedono una remunerazione sempre allineata all’evoluzione del costo della vita. Le innovative modalità di acquisto all’emissione diretto ne fanno un prodotto ideale per chi è abituato a gestire in autonomia i propri investimenti tramite i sistemi di trading online.

Ricordiamo a tal proposito i vantaggi nell’investimento in BTP. In primis è possibile investire in BTP Italia senza pagare alcuna commissione d’ingresso. Poi vi è la tassazione agevolata al 12,5%. I titoli di Stato europei, compresi quelli italiani, godono di una tassazione agevolata. Infatti, mentre sulle plusvalenze ad esempio sul mercato azionario noi italiani paghiamo il 26% di tassazione, nel caso dei titoli di stato la tassazione sui rendimenti è ridotta al 12,5%, quindi decisamente inferiore a quello che ad esempio andremo a pagare sui profitti generati da un investimento nel mercato azionario.

Nessun rischio cambio. Se andiamo ad investire in un Treasury americano (titolo di debito americano) subiamo il rischio cambio, in quanto quel titolo è quotato in dollari e quindi andremo a guadagnare gli interessi in dollari. Ma se durante la vita del titolo il dollaro dovesse perdere terreno nei confronti dell’euro, allora noi risentiremmo il rischio cambio, in quanto abbiamo acquistato dollari. Al contrario, il Btp Italia è quotato in euro e quindi non soffre rischio cambio.

Il momento che stiamo vivendo è particolarmente delicato con l’inflazione record che sta erodendo il potere d’acquisto dei risparmiatori. Con il Btp Italia, il rischio inflazione è completamente eliminato, dato che se sale l’inflazione, aumenterà di conseguenza il tasso d’interesse corrisposto al risparmiatore. L’altro importante vantaggio di questo strumento è che non solo protegge contro il rischio che l’inflazione continui a salire, ma offre un paracadute anche nel caso di deflazione (decrescita dei prezzi). I quest’ultimo caso, non sarà decurtato il rendimento dell’obbligazione ma sarà semplicemente considerata come inflazione pari a zero e quindi il risparmiatore, in uno scenario deflattivo, si intascherà comunque il tasso di interesse.