Btp Italia, almeno una nuova emissione nel 2020

20 Dicembre 2019, di Mariangela Tessa

Nel 2020 il Tesoro sarà presente sul mercato con almeno un’emissione di BTp Italia. Lo rende noto il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha diffuso le “Linee guida della gestione del debito pubblico 2020“, ricordando che nel 2020 verranno a scadere due BTp Italia per un importo complessivo pari a circa 22,5 miliardi di euro.

L’emissione sarà effettuata, “in considerazione dell’ampio riscontro avuto nel 2019” e “al fine di continuare ad offrire agli investitori retail uno strumento di protezione dei loro risparmi e la possibilità di reinvestire la liquidita’ proveniente dai due titoli in scadenza”.

“Inoltre – si legge – ove se ne riscontrino le condizioni, si valuterà la possibilità di effettuare un secondo collocamento nel corso dell’anno. In considerazione della difficile prevedibilità dell’evoluzione delle condizioni di mercato e della domanda, il Tesoro si riserva la massima flessibilità nel valutare in prossimità del collocamento la scadenza più opportuna per l’emissione del nuovo titolo, che sarà ad ogni modo compresa tra i 4 e gli 8 anni. I titoli offerti nel corso del prossimo anno presenteranno le stesse caratteristi-che finanziarie di quelli già presenti sul mercato”.

2019 in calo per il costo medio di emissione

Guardando al 2019, il Tesoro ha confermato che sono stati emessi complessivamente, al netto delle operazioni di concambio, titoli per 402.659 milioni di euro. Il 60,1% delle emissioni è costituito da titoli a medio-lungo termine e il 39,9% da BoT.

Il costo medio annuo all’emissione nel 2019 risulta essere stato pari allo 0,93%, un livello in diminuzione rispetto all’1,07% del 2018. La vita media a fine anno è pari a 6,87 anni.

Insieme al costo medio delle emissioni, nel 2019 anche il costo medio del debito,

“calcolato come rapporto tra gli interessi e lo stock di debito delle Pubbliche Amministrazioni, ha proseguito la sua discesa fino al 2,58%. Questo risultato va letto anche in considerazione delle caratteristiche della composizione del debito, che alla fine del 2019, relativamente allo stock di titoli di Stato, presenta una vita media paria 6,87anni, un dato marginalmente superiore a quello di fine 2018 pari a 6,78 anni. Ciò grazie alle diverse emissioni sulla parte lunga della curva dei rendimenti, condotta sia attraverso le aste che con il lancio tramite sindacato di collocamento di tre nuovi titoli benchmark nominali (15, 20 e 30 anni), della riapertura del titolo a 50 anni nonché del nuovo BTP decennale legato all’inflazione europea. Una vita media lunga tende infatti non solo a mitigare il rischio di rifinanziamento, diluendo nel tempo i volumi da collocare sul mercato per coprire il debito in scadenza, ma segnala anche la minore esposizione dell’emittente a incrementi repentini dei tassi di interesse”, si legge nel documento.