BTp: investitori italiani non amano più i titoli di stato

14 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

Che gli italiani avessero poco interesse per i loro titoli di Stato era cosa nota. Guardando ai colleghi francesi, tedeschi e spagnoli, la quota di obbligazioni presente nei portafogli degli investitori istituzionali italiani è alquanto bassa: il 35% contro il 52&% della media europa.

Lo rende noto la Mercer asset allocation survey 2018 un rapporto che analizza più di 900 portafogli istituzionali per attività complessive pari a oltre 1.100 miliardi di euro e da cui emerge che in Italia soltanto il 38% di quelle obbligazioni viene destinato ai nostri titoli di Stato, molto meno di quanto non avvenga per esempio in Spagna (69%), in Irlanda (85%) o in generale in Europa (55%).

Per il resto è alquanto elevata la quota in investimenti alternativi detenuta dai nostri fondi, circa il 19%. Sulle azioni la quota è al 28%, in linea con resto dell’Unione Europea. Coe migliorare la costruzione del portafoglio lo spiega Marco Valerio Morelli amministratore delegato di Mercer Italia, sottolineando che “ormai non esiste più il modello di qualche anno fa concentrato sul real estate e sul debito“.

“Per migliorare la costruzione del portafoglio e renderlo più bilanciato si deve necessariamente ridurre la dipendenza dal fattore di rischio principale”.

Aspetto importante che emerge dalla ricerca di Mercer e il crescente interesse destinato ai temi Esg, Environmental, Social and Governance, vale a dire ambientali, sociali e di governance. Ben il 17% del campione esaminato dalla ricerca tiene infatti conto dei rischi di portafoglio legati ai cambiamenti climatici  e il 15% solo in Italia. Una tendenza positiva rivela Morelli ma occhio a non farla diventare una moda.

“Non si deve cioè investire in qualsiasi attività per il solo fatto che rispetti i requisiti Esg, ma occorre dedicare più tempo al processo selettivo, privilegiando magari i settori in grado di favorire la categoria professionale che si rappresenta, ad esempio le biotecnologie nel caso del fondo pensione dei medici”.