Borsa e Btp, torna il sereno dopo rassicurazioni governo sul deficit

4 Settembre 2018, di Daniele Chicca

Gli asset finanziari italiani, dai titoli azionari ai Btp, rubano la scena martedì 4 settembre, con le rassicurazioni del governo sul deficit che hanno rassicurato gli investitori. Il vice premier Matteo Salvini ha detto che l’intenzione è quella di “sfiorare dolcemente” il tetto del rapporto deficit Pil del 3% mentre il suo omologo Luigi Di Maio ha assicurato che l’esecutivo rispetterà gli impegni presi con i cittadini in campagna elettorale, e che il reddito di cittadinanza vedrà la luce nel 2019.

Ma stando a quanto riferito da alcune fonti a Reuters il ministro dell’Economia Giovanni Tria sembra che sia intenzionato a convincere i suoi alleati della coalizione di governo a restare sotto il 2%. Il sentiment positivo, alimentato anche dai guadagni visti in Cina e dai rialzi mostrati dai contratti sugli indici della Borsa Usa, fa bene anche al resto delle piazze azionarie d’Europa. Insomma, torna l’appetito per il rischio dopo le turbolenze dovute principalmente alle tensioni commerciali e alla tempesta di vendite abbattutasi sulle valute dei mercati emergenti.

Sul secondario i rendimenti dei Btp scendono di 5-8 punti base a seconda delle varie scadenze. Il rispetto degli impegni presi con l’Europa sui vincoli di bilancio è tutt’altro che assicurato. Se ne saprà di più con la legge di bilancio che verrà presentata al Parlamento entro il 27 settembre e all’UE il 15 ottobre. LEGGI LE DATE CHIAVE PER L’ITALIA E GUARDA INFOGRAFICA

Gli asset finanziari italiani, dai titoli azionari ai Btp, rubano la scena martedì 4 settembre, con le rassicurazioni del governo sul deficit che hanno rassicurato gli investitori. Il vice premier Matteo Salvini ha detto che l'intenzione è quella di "sfiorare dolcemente" il tetto del rapporto deficit Pil del 3% mentre il suo omologo Luigi Di Maio ha assicurato che l'esecutivo rispetterà gli impegni presi con i cittadini in campagna elettorale, e che il reddito di cittadinanza vedrà la luce nel 2019. Ma stando a quanto riferito da alcune fonti a Reuters il ministro dell'Economia Giovanni Tria sembra che sia intenzionato a convincere i suoi alleati della coalizione di governo a restare sotto il 2%. Il sentiment positivo, alimentato anche dai guadagni visti in Cina e dai rialzi mostrati dai contratti sugli indici della Borsa Usa, fa bene anche al resto delle piazze azionarie d'Europa. Insomma, torna l'appetito per il rischio dopo le turbolenze dovute principalmente alle tensioni commerciali e alla tempesta di vendite abbattutasi sulle valute dei mercati emergenti. Sul secondario i rendimenti dei Btp scendono di 5-8 punti base a seconda delle varie scadenze. Il rispetto degli impegni presi con l'Europa sui vincoli di bilancio è tutt'altro che assicurato. Se ne saprà di più con la legge di bilancio che verrà presentata al Parlamento entro il 27 settembre e all'UE il 15 ottobre. LEGGI LE DATE CHIAVE PER L'ITALIA E GUARDA INFOGRAFICA [caption id="" align="alignnone" width="640"]Defitit Pil, Tria farà pressioni sul governo perché il rapporto resti sotto il 2% Scontro sul deficit, Tria farà pressioni sul governo perché il rapporto resti sotto il 2% del Pil (Tony Gentile/Reuters)[/caption]

Il Liveblog è terminato

Daniele Chicca 4 Settembre 20189:48

La Borsa di Milano accelera sui massimi di seduta in avvio. Dopo essersi portata in rialzo dello 0,6%, Piazza Affari, trascinata dalle banche tra cui UniCredit (+2,32%) ora fa segnare un progresso di oltre il +1%.

Daniele Chicca 4 Settembre 201813:54

I dati economici e il crollo della lira turca potrebbero finalmente convincere le autorità a serrare la cinghia in materia di politica monetaria. Erdogan se ne dovrà fare una ragione: la Turchia dovrà cedere alle pressioni dei mercati e alzare il costo del denaro.

Una manovra di stretta monetaria, a cui il presidente aveva espresso la sua contrarietà, è resta indispensabile dalla situazione economica in grave deterioramento. Il CdA della banca centrale si incontrerà la prossima settimana pochi giorni dopo che i dati ufficiali hanno mostrato un’inflazione in crescita al 17,9%, i massimi negli ultimi 15 anni.

Da quando gli Usa hanno imposto sanzioni alla Turchia, come ritorsione per la decisione di non liberare un pastore americano accusato di aver partecipato al colpo di stato del 2016, il paese euro asiatico deve vedersela con una crisi valutaria senza precedenti. Nel 2018 la lira ha perso il 40% del suo valore rispetto al dollaro.

Daniele Chicca 4 Settembre 201817:33

La pioggia di vendite non ha interessato solo i soliti noi, la lira turca e il peso argentino, ma anche il peso messicano e il rand sudamericano. Ed è così che i cali odierni sono nel complesso i più pesanti da inizio agosto (vedi grafico).

A influire negativamente sono il rafforzamento del dollaro Usa e i crescenti timori sulle divise emergenti come classe di asset diventata troppo rischiosa. L’indice broad EM FX di MISCI perde lo 0,71% rispetto alla chiusura di ieri, il calo più marcato dal 10 agosto stando agli schermi di Reuters.