Brexit, l’impatto sulle tasche dei risparmiatori

7 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

Le trattative tra il primo ministro britannico Theresa May e i laburisti sull’accordo per la Brexit ricominciano. Ma l’inquilino di Dowining Street dal suo canto sta preparando un piano B per un secondo referendum, nel caso in cui i colloqui falliscano. In tutto questo anche i tassi di interesse potrebbero aumentare.

E’ stato il governatore Mark Carney a far notare che se la Brexit verrà risolta e crescita e inflazione proseguiranno la loro ripresa, gli aumenti dei tassi di interesse potrebbero avvenire con maggiore frequenza di quanto prevedono attualmente i mercati.

Ma c’è un altro aspetto da considerare quando si parla del caos Brexit in atto ed è messo in luce dai vari esperti. I forti timori in merito all’uscita del Regno Unito dal mercato unico stanno costringendo gli investitori e risparmiatori ad adottare cattive abitudini che potrebbero lasciarli con le tasche vuote per decenni a venire. Indipendentemente dalla soluzione che verrà adottata per la Brexit in sostanza, questa danneggerà i risparmiatori e gli investitori a lungo termine.

Lo spiega un articolo del Telegraph secondo cui la paura dell’effetto economico di una Brexit senza accordo ha portato gli investitori a prelevare miliardi di sterline dai fondi, e ha spinto molti risparmiatori a passare ad operazioni di basso interesse che offrono un accesso rapido al denaro in caso di emergenza. I risparmiatori, temendo il peggio, scelgono sempre più spesso di non bloccare i loro soldi. Un atteggiamento confermato anche da Caroline Darnbrook, della Darlington Building Society.

Il feedback che stiamo ricevendo dalle persone è che vogliono ottenere sì un ritorno ragionevole, ma soprattutto essere in grado di ottenere i loro soldi se ne hanno bisogno.

Gli investitori, avverte Scott Gallacher analista di Rowley Turton, dovrebbero resistere alla corsa alla liquidità guidata dalla paura. Risparmiatori e investitori, avvertono gli esperti, non devono lasciare che la stampa e titoli di giornali dettino la via su come gestire il loro denaro. Così chi ha lasciato il mercato al suo apice, poco prima del crollo del 2008, oggi se ne pente visto che attualmente si trova meglio chi invece ha mantenuto quegli investimenti. Dalla metà di maggio 2008, sei mesi prima del crollo dei mercati difatti, l‘indice FTSE All Share ha reso agli investitori che hanno mantenuto le loro attività un rendimento totale del 77 per cento.

Il più delle volte, la cosa migliore che gli investitori possono fare è rimanere sul mercato a lungo termine, anche quando tutti gli altri sembrano correre verso l’uscita.