Brexit, May non bypassa parlamento: sterlina in rimonta

12 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

Il governo di Theresa May alla fine ha deciso che non bypasserà il parlamento per fare scattare l’articolo 50. I deputati della Camera dei Comuni (Camera bassa) e dei Lord (equivalente al nostro Senato) si potranno così pronunciare sui tempi e le modalità dell’uscita dall’Unione Europea. Siccome la stragrande maggioranza dei politici con un seggio in aula era contrario alla Brexit è anche possibile che il processo di uscita dal blocco europeo venga intralciato dai parlamentari.

Allo stesso tempo non ci sarà un voto vero e proprio sulla questione, secondo quanto riferito da un portavoce della premier. May ha semplicemente accettato di consultare i parlamentari sui piani del governo, accettando che si tenga un dibattito in aula prima che venga fatto scattare l’articolo 50 dei trattati di Lisbona, che darà il via a un processo della durata di due anni.

Questa notizia ha spinto in rialzo la sterlina, che invece era crollata nei giorni scorsi dopo che aveva iniziato a prevalere la linea dura sia in Europa sia a Londra sull’iter di uscita dall’Ue del Regno Unito. La sterlina sta registrando il rialzo più imponente degli ultimi due mesi sul dollaro. La divisa britannica guadagna almeno lo 0,7% contro tutte e 31 le principali rivali sul Forex.

Le super potenze europee hanno fatto capire che non faranno concessioni a Londra, mentre May aveva detto che da marzo Londra avrebbe fatto scattare l’articolo 50 dei trattati di Lisbona, e che la Brexit sarebbe stata totale. Tuttavia un tribunale britannico deve ancora esprimersi in due udienze – una fissata per domani, l’altra per il 17 ottobre – sulla possibilità o meno da parte di Downing Street di prendere una simile decisione senza lasciare prima che il Parlamento possa esprimersi sulla materia.

Sterlina in rimonta dopo che il governo May ha deciso di consultare il parlamento prima di fare scattare l'articolo 50