Brexit: big della finanza fanno le valigie, 7.500 banker via da Londra

5 Ottobre 2020, di Mariangela Tessa

Effetto Brexit sul mercato del lavoro britannico. Mentre il divorzio tra Unione europea e Regno Unito si avvicina, la City di Londra, cuore finanziario della capitale britannica, inizia a svuotarsi.

Secondo una ricerca condotta da Ey, pubblicata da Bloomberg, le società finanziarie hanno già trasferito almeno 7.500 di posto di lavoro e asset dei clienti europei per un valore di 1,2 trilioni di sterline, ma si pensa che il fenomeno stia progressivamente accelerando.

Va detto che già dagli esiti del referendum del 2016 che ha visto prevalere il Leave, sono stati numerosi i gruppi  finanziari a “fare i bagagli”. In poco più di quattro anni, si parla trasferimenti pari a 2.850 posizioni in città come Dublino, Lussemburgo e Francoforte.

Un trend che ha accelerato nell’ultimo mese, in vista del 31 dicembre, data in cui terminerà il periodo di transizione. Solo a settembre sono stati annunciati 400 trasferimenti, secondo il report di EY che monitora 222 tra le società finanziarie.

“Mentre ci avviciniamo rapidamente alla fine del periodo di transizione, alcune aziende stanno sono entrate nelle fasi finali del loro piano Brexit, comprese le delocalizzazioni”, ha affermato Omar Ali, partner di EY.
“Questo nonostante la pandemia e le conseguenti restrizioni alla circolazione delle persone”.
Molte aziende sono tuttavia ancora in modalità “wait and see” e presto potrebbe annunciare i loro piani di trasferimento. 

Tra le società che hanno già fatto passi concreti spiccano JPMorgan Chase, che a fine settembre ha annunciato l’intenzione di trasferire asset per 200 miliardi di euro da Londra a Francoforte, mentre 200 dipendenti della sede di Londra sono stati invitati a trasferirsi nella città tedesca o negli uffici di Parigi, Madrid e Milano.

Stesso percorso per 100 dipendenti di Goldman Sachs, che dal primo gennaio 2021 dovranno operare dalle altre sedi europee.

Nonostante la Brexit per la City cambia poco

Uno studio della Cass Business School sostiene che ci siano una serie di fattori che consentirebbero a Londra di mantenere il proprio ruolo di hub finanziario globale dopo la Brexit.
Fra questi si possono citare:

  • il fuso orario, che facilita gli scambi con Asia, USA e Medio-Oriente
  • il ruolo dominante che detiene con New York per Forex e interest rates
  • il diritto locale e la regolamentazione
  • l’ottima reputazione di cui godono mondialmente le sue università negli insegnamenti di business e finanza
  • e infine l’elevato grado d’integrazione dei mercati finanziari.