Borse, volatilità collassa di nuovo. Nomura: “sembra il 2017”

19 Aprile 2018, di Daniele Chicca

La volatilità lato asset rischiosi è collassata di nuovo e Charlie McElligott, Managing Director cross-asset strategy di Nomura, avverte che sembra “la replica di quanto avvenuto nel 2017”. Non siamo più nel contesto di ‘Gridlock economy’, una crescita coordinata dell’economia nel mondo con un’inflazione sotto controllo, ma le paure di un ritorno dell’inflazione con forza sono passate. Gli ultimi dati sull’inflazione Usa hanno mostrato un trend robusto lato PPI e CPI  (sopra il 2%), ma non hanno lanciato allarmi su un surriscaldamento eccessivo dei prezzi. Intanto le vendite al dettaglio in America e in Cina positive (unite ai numeri sul PIL cinese del primo trimestre), hanno alleviato i timori di un rallentamento della crescita.

L’appiattimento della curva dei rendimenti visto nelle ultime due settimane continua con prepotenza sul fronte obbligazionario americano. Con l’avvio della stagione delle trimestrali, nel frattempo, si vedono i gruppi associabili alla “crescita secolare” come i tecnologici fare molto meglio dei ciclici e dei difensivi. Un’eccezione è rappresentata dai cali di ieri di IBM, dovuti a un risultato fiscale deludente. L’azionario vuole una normalizzazione delle politiche della Fed progressiva per avere un segnale del fatto che la crescita dell’economia sarà robusta, in modo che i tassi di interesse più alti siano gestibili e sopportabili dall’azionario.

C’è fiducia nell’inflazione Usa, ma è tornata anche quella nell’economia, e così gli indici della volatilità sono in calo da aprile, su livelli tecnici chiave al ribasso già testati a gennaio e negli anni scorsi.

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Daniele Chicca 19 Aprile 201816:07

Il balzo dei rendimenti dei Treasuries sta innervosendo anche le Borse. Con l’incremento delle chance di vedere quattro rialzi dei tassi nel 2018, salite ai massimi del ciclo attuale, stanno spingendo al rialzo anche i tassi decennali, con i breakevens saliti ai massimi di quattro anni. Il trentennale ha superato la soglia del 3%, portandosi sui livelli più elevati dell’ultimo mese.

Daniele Chicca 19 Aprile 201816:09

Le attese di un’inflazione più alta e di un ciclo più aggressivo dei rialzi dei tassi da parte della Fed non piacciono ai mercati azionari oggi, con il Nasdaq che cede terreno con la stessa intensità con cui ne guadagnano i titoli di Stato americani a lunga scadenza.

Daniele Chicca 19 Aprile 201816:19

Il calo intraday del Dow Jones significa che ora il paniere delle blue chip ha un computo negativo nel 2018. Rischia così di interrompersi la striscia positiva di tre sedute di Nasdaq e S&P 500.

Daniele Chicca 19 Aprile 201818:05

Piazza Affari chiude la seduta di oggi poco mossa, il Ftse Mib guadagna lo 0,1% circa. Pesano le performance di Stm, Italgas, Buzzi Unicem, Fca e Ferragamo. Chiudono invece in rialzo Leonardo, Telecom Italia, Mediobanca, CNH Industrial e Ubi Banca.

Daniele Chicca 19 Aprile 201819:44

L’allentarsi delle tensioni geopolitiche, l’incremento dei prezzi delle materie prime e la continua fase di espansione economica, giunta al suo nono anno, contribuiscono ai ribassi dell’obbligazionario. I timori sul fronte dei dazi e trimestrali societarie, tuttavia, controbilanciano dati macro positivi. Inoltre la Federal Reserve sembra intenzionata ad alzare i tassi a giugno: tutto ciò ha un impatto negativo sui Bond Usa di riferimento, con il tasso decennale che ha raggiunto il 2,9%.

Sul fronte dei dati macro, Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione settimanali Usa sono scese di mille unità a quota 232 mila per il periodo conclusosi il 14 aprile. Sempre oggi, è stato pubblicato l’indice Philly Fed, che dà il polso dell’attività manifatturiera dell’area di Philadelphia: il risultato di 23,2 di marzo è più alto del punteggio previsto in media dagli analisti di 20,5.

Timori sul fronte dei dazi e trimestrali societarie controbilanciano dati macro positivi

Daniele Chicca 19 Aprile 201819:45

L’allentarsi delle tensioni geopolitiche, l’incremento dei prezzi delle materie prime e la continua fase di espansione economica, giunta al suo nono anno, contribuiscono ai ribassi dell’obbligazionario. I timori sul fronte dei dazi e trimestrali societarie, tuttavia, controbilanciano dati macro positivi. Inoltre la Federal Reserve sembra intenzionata ad alzare i tassi a giugno: tutto ciò ha un impatto negativo sui Bond Usa di riferimento, con il tasso decennale che ha raggiunto il 2,9%.

Sul fronte dei dati macro, Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione settimanali Usa sono scese di mille unità a quota 232 mila per il periodo conclusosi il 14 aprile. Sempre oggi, è stato pubblicato l’indice Philly Fed, che dà il polso dell’attività manifatturiera dell’area di Philadelphia: il risultato di 23,2 di marzo è più alto del punteggio previsto in media dagli analisti di 20,5.

Timori sul fronte dei dazi e trimestrali societarie controbilanciano dati macro positivi