Borse mondiali a picco dopo il discorso di Bernanke. Due semplici appunti per gli investitori

21 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (ADVISE ONLY) – Primo. Quello che è avvenuto ieri nelle Borse mondiali probabilmente non doveva avvenire, per dirla in pochissime parole, ha poco senso. Perché non ne avrebbe? Perché ogni classe di investimento, indiscriminatamente, è stata venduta. Di solito, quando si vende, anche massicciamente, c’è sempre qualcosa che sale che risulta decorrelato, magari perché considerato un bene rifugio. Ieri no, non è accaduto. Ieri vendite di qualsiasi cosa.

Speculazione? Forse. Ma anche un preciso segnale. Considerando che non tutti gli operatori sono geni della finanza e molti operano solo vedendo cosa fanno gli altri, l’azione di ieri sui mercati mondiali ha un’interpretazione piuttosto chiara: paura dell’ignoto.

I mercati pretendono chiarezza e quando non ce n’è, vanno a gambe all’aria, assumendo automaticamente il peggio (è nella natura umana).

Cosa non è chiaro? Che la FED allenti gli acquisti attraverso il QE (strumento di politica monetaria aggressiva)? No, questo è chiarissimo. Quando? Altrettanto chiaro, basta seguire la “Evans Rule” (raggiungimento del target: 6,5% di disoccupazione, intorno al 2% di inflazione) per avere un’idea.

Allora… cosa non è chiaro?

Non è chiaro cosa succederà dopo che la FED avrà chiuso i rubinetti. Ci sono migliaia di teorie ed opinioni al riguardo, ma la salita dei mercati, finora, era stata troppo rapida (non ai ritmi di una bolla, ma decisamente veloce), e gli Dei della Borsa vogliono testare la nostra/vostra pazienza con una gran bella correzione (fisiologica, purché la speculazione non prenda il sopravvento). Opinione personale dello scrivente è che, guardando allo S&P500, come fanno tutti, tra qui e 1.500 punti ci fermeremo. Nel frattempo le finte paure si saranno calmate, ci si accorgerà che l’America, anche se non correrà, potrà camminare da sola e che le azioni saranno ancora il migliore investimento (se sei disposto ad accettare il rischio). Fino ad allora, non essendo sciocchi, forse è meglio consigliare prudenza.

Secondo. In Cina c’è qualche problema di troppo, quanto meno per gli affamatissimi standard degli occidentali abituati a vedere questa Nazione crescere impetuosamente da anni. Ovviamente, siccome (come esseri umani) tendiamo agli atteggiamenti miopici, pensiamo che ciò duri indefinitamente.

Non è vero, né possibile. Neanche una nazione come la Cina, che 30 anni fa usciva da uneconomia medioevale, può crescere in doppia cifra per sempre. Il rallentamento – fisiologico e dovuto – c’è, è in atto e magari durerà. Vederla differentemente significa impaurirsi per niente e non ragionare, offrendo il fianco a paura e speculazione al ribasso, cose che al mercato piace per fare male ai piccolo investitori (che inspiegabilmente continuano a comportarsi nello stesso modo).

La Cina è attualmente impegnata in una “lotta” tra le banche e la PBOC (la banca centrale cinese).Quest’ultima sta drenando liquidità in eccesso dal sistema in maniera tale da mettere il fiato sul collo alle banche. Troppa liquidità, gestita male, può essere dannosa (è l’accusa fatta alla FED per il QE…), ma in Cina sanno il fatto loro. É ovvio che questa difficoltà della locomotiva del mondo, in un momento come questo – gonfiata dalla stampa – è stata l’altra scintilla che, accoppiata alle finte paure creata ad arte intorno alla FED ed alla sua scontatissima decisione, ha aperto i rubinetti delle vendite e della paura.

Anche qui suggeriamo prudenza e, per chi s’interessa del gigante asiatico, invitiamo a seguire ciò che dice la PBOC, più che i dati di mercato. La verità, visto che la Cina è un regime (non dimenticatelo mai!), si cela nelle pieghe dei comunicati.

Approfondiamo l’argomento all’interno della Community di Advise Only. Mi trovate cliccando qui: Alessandro Ruocco.