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Borse: gli indici che hanno corso di più nel 2021

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Un finale d’anno caratterizzato dai timori della variante Omicron, che tuttavia non sembra essere stato un ostacolo nel 2021 per alcuni borse (vedi quelle americane) per aggiornare nuovi record. Così gli ultimi scatti del 2021, anno in cui le borse internazionali, favorite ancora dalla presenza di politiche monetarie espansive, hanno segnato significativi progressi.

Ma quali sono gli indici che hanno corso di più?

Borse 2021: Stati Uniti nuovo rally

A Wall Street, l’indcie Dow Jones ha segnato da inizio anno un aumento del 20% circa superato dallo S&P 500 che invece ha visto i guadagni salire fino al 27%. Nettamente più elevati i progressi dell’indice tecnologico Nasdaq 100, che ha segnato +60%.

Europa

La Borsa che è cresciuta di più è stata quella lettone (l’indice principale è salito del 49%) seguita da quella bulgara (+40%) e slovena (+40%).
Tra i big, la Francia (Cac 40) segna +30%, Milano (Ftse Mib) +23%. Indietro il Dax tedesco (+16%) e il Ftse 100 di Londra (+15%). Risicata Madrid (Ibex35), che chiude l’anno con +7% circa.

Euronext: boom di attività

Nel frattempo, Euronext ha registrato livelli di attività record sui suoi mercati primari nel corso del 2021, confermando la posizione di leader europeo per le quotazioni azionarie e di leader mondiale per le quotazioni obbligazionarie. Tra Amsterdam, Bruxelles, Dublino, Lisbona, Oslo, Milano e Parigi, il circuito Euronext ospita 1.959 emittenti equity, per una capitalizzazione complessiva di 6.900 miliardi.

Numeri che la rendono, sottolinea una nota, ‘di gran lunga’ il maggior operatore di mercato nella regione europea in termini di capitalizzazione di mercato. Il 25% delle azioni quotate in Europa sono scambiate su mercati Euronext. Nel dettaglio, nel corso del 2021 ci sono state 212 nuove quotazioni, record storico, che hanno raccolto 26 miliardi con una capitalizzazione aggregata di 123 miliardi.

Asia contrastata

In Asia, infine, medaglia d’oro va ad Hong Kong (+126%). Limati i guadagni per la borsa giapponese con un modesto rialzo per Tokyo (+5%) e di quella della Cina con Shanghai poco sopra la parità (+4,2%).

Bisognerà ora capire come si muoveranno i mercati nel 2022, anno in cui le maggiori banche centrali ritireranno le politiche ultra-espansive a fronte di un’inflazione galoppante.