Borse europee scontano timori banche, male anche i futures Usa

4 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Viaggiano tutte in territorio negativo le principali piazze europee, che soffrono in particolare i cali del settore bancario, assicurativo, media e dell’auto. Sui mercati c’e’ nervosismo per i rinnovati timori sulla crescita economica e per lo stato di salute delle banche.

Le preoccupazioni riguardano oggi, in particolare,le banche inglesi, che potrebbero aver bisogno di ulteriori aiuti pubblici l’anno prossimo. La rivelazione è del New Economic Foundation (NEF), che ha sottolineato che le risorse finanziarie fresche richieste dagli Istituti di credito inglesi potrebbero raddoppiare a 25 miliardi di sterline nel 2011.

Londra perde così lo 0,35%, Parigi lascia sul terreno lo 0,95% e Francoforte cede lo 0,90%. La Borsa di Milano si conferma la peggiore con l’indice Ftse Mib che cede l’1,31%.

Segnali negativi anche dai futures Usa: in particolare, i contratti sul Dow Jones perdono 32 punti, quelli sul Nasdaq scendono di 10,25 punti e quelli sullo S&P 500 arretrano di 4,40 punti.

Guardando alle altre piazze finanziarie, l’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso la prima seduta dell’ottava con una flessione dello 0,25% a 9.381,06 punti mentre il Topix è sceso dello 0,87% a quota 822,74. Dopo una seduta trascorsa quasi sempre sopra la parità, il listino nipponico è stato depresso soprattutto dal comparto bancario, sulla scia della necessità di rafforzare il capitale al fine di rispettare le nuove regolamentazioni. A soffrire sono stati soprattutto Mizuho Financial Group, Mitsubishi UFJ Financial Group e Sumitomo Mitsui Financial Group. La performance degli indici si spiega anche con l’attesa per le decisioni di politica monetaria della Bank of Japan, in agenda domani: il mercato scommette sull’adozione di nuove operazioni di quantitative easing.

Sul fronte valutario, l’euro ha aperto in flessione nei confronti del biglietto verde e incrementa ora le perdite scivolando sotto quota 1,37. La moneta unica e’ scambiata a 1,3684 dollari dopo aver toccato un massimo di 1,3791.

Il dollaro sta recuperando terreno anche nei confronti di altre divise ma resta intorno ai minimi da 15 anni sullo yen, sulla scia delle speculazioni di possibili nuovi allentamenti monetari da parte della Federal Reserve. Il biglietto verde e’ scambiato a 83,25 yen.

Intanto, ieri la Cina si è impegnata a sostenere un euro stabile per evitare giudizi negativi sulla sua politica valutaria. Anche perchè c’è da dire che un indebolimento del biglietto verde potrebbe provocare rischi sistemici.

Tornando a Piazza Affari, alle 13 circa ora italiana sul Ftse MIb guadagnano solo Buzzi Unicem (+0,76%), Fondiaria (+0,55%) e Azimut (+0,28%). Tra i peggiori, si mettono invece in evidenza Bulgari, Intesa SanPaolo, Fiat e Mediaset, tra il 2% e il 3%.

Fiat, in particolare, sconta i pessimi dati sulle immatricolazioni di settembre diffusi venerdì, seppur attesi dal mercato alla luce dell’assenza degli incentivi. Venerdì l’agenzia S&P ha mantenuto il rating ‘BB+’ in creditwatch con implicazioni negative dopo che il gruppo torinese ha fornito informazioni relative allo spin-off.

Occhio ai bancari, mentre nelle sale operative circolano voci di un possibile aumento di capitale del colosso elvetico UBS. Banco Popolare fa -1,26%, dopo la cessione alla Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo S.p.A (Banca Tercas) della partecipazione (95%) detenuta in Banca Caripe per 228 milioni di euro.

In rosso anche il titolo Unicredit (-0,87%), che secondo indiscrezioni starebbe preparando un’emissione di un covered bond da un miliardo di euro con scadenza settennale. Venerdì scorso il nuovo amministratore delegato, Federico Ghizzoni, ha confermato l’approvazione di un nuovo business plan da presentare al board entro fine anno. Sulla borsa milanese le azioni dell’istituto di credito stanno registrando una minusvalenza dell’1,20%.