Borsa Milano su, ma si è spenta l’euforia post QE. Vendute le popolari e Mps -5%

23 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude in lieve rialzo, non si ripete lo sprint della vigilia scatenato dal bazooka monetario della Bce. Ftse Mib +0,24% a quota 20.520 punti. Spread in rialzo +1% circa sopra 119 punti base.

Si esaurisce l’euforia post Bce sui mercati azionari, mentre sul valutario le reaziono sono ancora molto forti. L’euro oscilla sui minimi di 11 anni ed è sceso anche sotto 1,12 dollari, a fronte di tassi sui bond che dall’Italia, alla Germania, dalla Francia alla Polonia, testano minimi record storici. Nel finale euro ha limitato i danni, con una flessione -0,75% a $1,1282; dollaro/yen -0,57% a JPY 117,81; euro/franco svizzero -0,36% a CHF 0,9865. Euro/yen -1,26% a JPY 132,87.

Il costo del denaro a dieci anni in Grecia è invece ancora altissimo, pari all’8,9% in vista delle elezioni di domenica che potrebbero consegnare le chiavi del governo a Syriza, un partito che si oppone all’austerity e che ha proposto la rinegoziazione del debito pubblico con le banche e i creditori internazionali della Troika. Ma in realtà, pochi temono davvero l’uscita del paese dall’euro.

Tornando alla manovra straordinaria del QE della Bce, un analista sul Forex di Citigroup ha osservato che l’azionario è salito nelle ore precedenti per “le prospettive di denaro a basso costo a tempo indeterminato”. Ad eccezione della parte relativa alla condivisione del rischio e i dubbi di alcuni sulla portata, che in confronto all’economia dell’area euro è pari ad appena il 7% del Pil, il pacchetto è giudicato nel complesso soddisfacente, migliore delle previsioni – soprattutto per quanto riguarda i tempi – e “rappresenta la prima possibile (seppure parziale) mutualizzazione del debito dell’Eurozona”, come ha ricordato Marco Vailati, responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda.

A piacere agli investitori è in particolare la durata del bazooka, che dovrebbe estendersi anche oltre la data ultima prevista, se le prospettive di inflazione non dovessero tornare su livelli ‘normali’. Altrimenti si protrarrà da marzo 2015 a settembre 2016. “Tali misure faranno affluire molta liquidità sul mercato – ricorda Vailati – determinando un abbassamento dei tassi e degli spread, nonché un calo dell’euro che dovrebbero aiutare nell’obiettivo statutario della Bce di far risalire l’inflazione”.

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La morte del re saudita Abdullah ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio, sulla scia delle speculazioni che le politiche petrolifere di uno dei primi paesi esportatori della materia prima cambieranno. Il monarca dell’Arabia Saudita può infatti modificare pressoché interamente la strategia politica del paese.

I futures scambiati a New York hanno fatto un’accelerazione di anche il 3% dopo la morte del Re saudita Abdullah. Il Brent ha toccato punte di +2,6%. Ma con il passare delle ore i futures hanno ritracciato con -0,39% a $46,13, e il Brent ha ridotto i guadagni a +0,58% a $48,80. Oro sotto pressione, -0,68% a $1.291,90.

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Sul listino Ftse MIB, le Popolari sono cadute vittima delle prese di profitto dopo che nella riunione di ieri degli istituti è arrivato un secco no alla riforma del settore avviata dal governo Renzi. Addirittura dalle indiscrezioni pare che Assopopolari abbia già redatto una perizia che attesterebbe l’incostituzionalità del decreto. Leggi Popolari promettono battaglia contro il decreto di Renzi. Bper -2,72%, BPM -2,21%, BP -4,74%, Ubi Banca -3,47%. Male anche Mps -5,31%; Intesa +0,23%, Unicredit -2,09%. Tra titoli di altri settori Buzzi Unicem +2,42%, Autogrill +2,98%, FCA +4,26%.

Focus anche sul settore tlc. Telecom Italia salita fino a +7,7% dopo l’accordo trovato da Telefonica (+3%) per la vendita dell’irlandese O2 a Hutchison Whampoa, società con sede a Hong Kong, per £10,25 miliardi sterline. Ma a incidere sul titolo sono le speculazioni su quanto accadrà ora riguardo al futuro di Tim Brasil. Nel finale, Telecom Italia +4,57%.

Anche in Asia i mercati finanziari hanno accolto con favore le misure europee per scongiurare una deflazione e mantenere basso il valore dell’euro. La Borsa giapponese avanza, con l’indice Topix che chiude in positivo la settimana per la prima volta.

(DaC-Lna)